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Incidiamo sul nostro futuro

Di Antonio Caneva, 17 settembre 2004

Sul terrazzo, le prime bacche di agrifoglio stanno cominciando ad arrossarsi e questo è il segnale che l’estate è definitivamente tramontata: è il momento in cui l’economia si rimette in marcia e si cerca di intravedere gli scenari futuri.
Già all’inizio d’anno avevo fatto una previsione positiva, poi smentita clamorosamente dai fatti: non voglio incorrere nello stesso errore, soprattutto perché lo scenario, mai come ora, si presenta pieno di luci ed ombre.
La Banca centrale europea annuncia che la ripresa in Europa è in atto, però subito dopo comunica che alcuni importanti paesi, tra cui l’Italia, sono a rischio per l’eccessivo deficit.
Il pericolo terrorismo è incombente e crea uno stato di disagio generale; verrebbe voglia di nascondere la testa sotto le coperte e invece, ecco nuove importanti iniziative pronte a decollare e che interessano tutto il paese. Solo per ricordarne un paio, emblematiche: in Sicilia, a Mazara del Vallo, sta aprendo un importante resort Kempinski, mentre dalla parte opposta d’Italia, la Turin Hotels apre un cinque stelle a Torino.
Le uniche realtà che hanno tenuto in quest’estate “gelida” sono le città d’arte che però, anche loro, avrebbero bisogno di un supporto promozionale e normativo adeguato. Sul Corriere della Sera del 10 agosto, in un’intervista di Emiliano Fittipaldi, Roberto Ruozi, presidente del Touring club italiano, afferma: “La politica ha drammaticamente lasciato il turismo al proprio destino…” e successivamente “…. L’importante è che qualcuno, a livello nazionale, riprenda a occuparsi di un settore decisivo nell’economia del Paese. Le attività turistiche rappresentano circa il 10% del Pil…”.
Anche a livello occupazionale si avvertono contraddizioni: ad esempio, Milano nel 2003 ha lamentato un calo nel turismo, ebbene, nello stesso periodo si sono avute 7.400 nuove assunzioni nel comparto, con una significativa crescita sull’anno precedente.
Note contrastanti in un Paese ricco ma in difficoltà, che subisce le proposte turistiche di paesi vicini ma, nel contempo, riesce a essere protagonista per l’Anno della cultura (Genova) e le prossime Olimpiadi invernali (Torino).
E allora, non rimane che rimboccarsi le maniche, cercando, come sempre, di sopperire con l’impegno a questo clima d’incertezze.

Let’s roll up our sleeves

The first holly berries are now starting to turn red on the terrace, and this is a sign that summer is truly over; now is when the economy starts up its engine again, and we try to catch a glimpse of future scenarios.
Already once, at the beginning of the year, I had made a positive forecast which was later proven wrong by facts: Now I do not want to repeat the same mistake, particularly as the scene has never been so full of lights and shadows.
The European Central Bank has announced that economic recovery in Europe is under way, but has also immediately added that a few important countries, among which Italy, find themselves at risk due to high deficit levels.
The threat of terrorism is ever present, and generates a climate of widespread anxiety. People may feel tempted to hide their heads under the covers… but new, important projects affecting the whole country are ready to take off; to mention just two leading examples, an important Kempinski resort is opening up at Mazara del Vallo in Sicily while, at the opposite side of Italy, Turin Hotels is opening a five-star hotel in Turin.
The only locations that withstood the “freezing cold” of this summer have been the art cities, which, too, however, need adequate promotional and regulatory support. In an interview by Emiliano Fittipaldi in the Corriere della Sera of 10th August, Roberto Ruozi, President of the Italian Touring Club, said: “Politicians have sadly left tourism to its fate…” and further on “…. What matters is that somebody, at national level, returns the attention to a sector which is decisive for the economy of the Country. Tourism accounts for about 10% of the GDP…”.
Conflicting signs from a country which is wealthy but struggling, has to measure up to the tourist offers of neighbouring countries, but simultaneously manages to be a protagonist in the Year of Culture (Genoa) and the coming Winter Olympics (Turin).
In the end, we are left with no other alternatives except to roll up our sleeves, and try, as usual, to make up for this state of uncertainty by our hard work.

Translation of the Italian
editorial by Paola Praloran

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