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Il futuro dell’ospitalità si costruisce a scuola

L’esperienza del Career Day dell’Istituto “Carlo Porta” di Milano: un momento di incontro tra studenti, aziende e mondo della scuola importante per i futuri professionisti del settore alberghiero e della ristorazione

L’esperienza del Career Day dell’Istituto “Carlo Porta” di Milano: un momento di incontro tra stud

Di Silvia De Bernardin, 4 Giugno 2026

Nei prossimi giorni nelle scuole suonerà l’ultima campanella dell’anno e per molti studenti e studentesse degli istituti turistici e alberghieri sarà il tempo dell’esame di maturità e poi dell’ingresso nel mondo del lavoro. Anche per coloro che ancora non sono all’ultimo anno l’estate sarà in molti casi la stagione delle prime esperienze professionali, tra stage curricolari e lavori estivi.

Il Career Day

Come raccontiamo in questo approfondimento dall’ultimo numero del nostro magazine digitale (sfogliabile per intero a questo LINK), Nelle scorse settimane, in una delle scuole di settore più rinomate d’Italia, l’Istituto Professionale dei Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Carlo Porta” di Milano, si è tenuta la terza edizione del Career Day. Alla giornata dedicata all’incontro tra studenti e aziende hanno preso parte venti tra hotel, catene alberghiere e imprese della ristorazione – tra i nomi più importanti del turismo italiano –, ed eravamo presenti anche noi di “Job in Tourism”. Ragazze e ragazzi del quarto e quinto anno hanno avuto la possibilità di incontrare i recruiters, sostenere veri colloqui di lavoro, presentare il proprio CV e, in alcuni casi, trovare già un’opportunità di lavoro o tirocinio.

“Il Career Day è un momento importante per i nostri studenti, per la ricerca di lavoro, ma anche per lo sviluppo di alcune competenze professionali sulle quali lavoriamo in classe, dalla scrittura del CV alle capacità comunicative necessarie per affrontare un colloquio, come sapersi presentare e rispondere alle domande dei selezionatori”, ci racconta il professor Roberto Brilli, Referente dell’istituto per i PCTO, i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento. Un’esperienza che gli studenti hanno affrontato con grande partecipazione e interesse e che ha trovato un riscontro positivo anche da parte delle aziende, che in una sola giornata hanno incontrato molti giovani talenti, raccolto decine di curriculum e visionato profili interessanti sia per l’immediato che per il prossimo futuro.

Un’opportunità per tutti

Ai colloqui hanno partecipato anche studentesse e studenti con disabilità e anche in questo caso il feedback è stato molto buono. “Per i ragazzi con disabilità è ancora più importante partecipare a occasioni formative come il Career Day. È fondamentale sensibilizzare le aziende perché, una volta terminata la scuola, tutti i ragazzi possano trovare il giusto sbocco lavorativo”, spiega la professoressa Antonietta Maddaloni, che si occupa dei progetti di alternanza scuola-lavoro per i 133 studenti con disabilità del “Carlo Porta”. Una sensibilità – che rilevano i docenti – è andata crescendo nel corso degli anni: “Quando sono arrivata in questa scuola, oltre 30 anni fa, eravamo due insegnanti di sostegno. Ora siamo in 75, con il supporto di 47 educatori. È cambiato molto nella scuola, ma anche nell’approccio delle aziende, che risultano molto più sensibili e aperte, soprattutto se si tratta di grandi gruppi strutturati a livello HR. Oggi – osserva la docente – c’è un’apertura nei confronti della disabilità che prima non c’era e che rispecchia i cambiamenti in corso nella società, sia a livello culturale che legislativo”.

Il talent shortage e l’alleanza scuola-lavoro

Momenti come il Career Day del “Carlo Porta” sono oggi molto frequenti, anche per l’attenzione che le aziende alberghiere e del turismo rivolgono alle nuove leve in un mercato del lavoro nel quale i candidati giovani sono sempre meno. “Le motivazioni di questa diminuzione sono diverse – analizza Brilli –. Il calo demografico italiano sta impattando sulla generale disponibilità di lavoratori. Poi c’è una questione di appeal, che riguarda nello specifico le figure professionali dei servizi alberghieri e dell’enogastronomia. Scuole come la nostra vengono spesso percepite dalle famiglie come di ‘serie B’ ed erroneamente facili, calano le iscrizioni e di conseguenza si restringe il bacino dei futuri professionisti. Al contrario, si tratta di professionalità che sempre più richiedono competenze di alto livello, dalla conoscenza delle lingue straniere alle abilità di vendita e comunicazione alla solida formazione culturale di base”. Un esempio su tutti? Il cuoco, che oggi non deve solamente conoscere le tecniche di cucina, ma sapere anche di nutrizione, chimica di trasformazione dei prodotti, food cost e digitale, per l’impiego di strumentazione e software di gestione. “Per questo – prosegue il professore – momenti come il Career Day sono ancora più rilevanti. C’è bisogno di fare fronte comune, tra scuola e mondo del lavoro, per valorizzare l’offerta delle nostre scuole e le professioni del settore, perché vengano percepite come di qualità e tornino a essere scelte dagli studenti e dalle famiglie, e poi adattare i percorsi formativi alle reali esigenze del mercato del lavoro. Da parte nostra, possiamo spiegare alle aziende chi sono i giovani di oggi con i quali avranno a che fare e quali le nuove istanze di cui sono portatori. Le aziende, da parte loro, hanno la possibilità di scoprire come funziona il mondo della scuola, che ha vincoli burocratici e una flessibilità molto diversi da quelli del mondo del lavoro”.

Un liceo per valorizzare le professioni dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera

Intanto, i primi risultati sono già stati raggiunti, con alcuni studenti dell’istituto che dopo il Career Day sono stati ricontattati per sostenere un secondo colloquio e, chissà, iniziare presto a lavorare in hotel o al ristorante.

Da parte sua il “Carlo Porta”, chiuso l’anno scolastico, si preparerà alla novità in partenza a settembre, con l’avvio del percorso del Liceo del Made in Italy, arricchito da laboratori con particolare attenzione all’enogastronomia e all’ospitalità alberghiera: “Come istituto siamo sempre aperti a percorrere strade diverse – concludono Brilli e Maddaloni – con l’intento di offrire una preparazione culturale e professionale di alto livello per i professionisti del settore di domani”.

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