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«Ghe pensi mi» e il turismo

Di Antonio Caneva, 8 aprile 2011

Mentre il mondo ha scelto questo momento per porci quesiti ai quali non riusciamo a dare risposta (reattori nucleari in Giappone, sommovimenti in Medio Oriente, bombardamenti in Libia), in un clima da «ghe pensi mi» (ricordate Tino Scotti?), ci si domanda come sarà la prossima stagione estiva.
La Sicilia e la Puglia, le due regioni meridionali con il maggiore potenziale di crescita turistica e, attualmente, la maggiore progettualità, sono in crisi per lo sbarco di nordafricani e, anche qui, le situazioni sono incerte e difficili.
Le notizie ufficiali di questi giorni tendono a un cauto ottimismo: il deficit pubblico inferiore al previsto, la disoccupazione scesa dall’8,7% all’8,4%, l’economia Usa che sembra si stia rimettendo più velocemente, non soddisfano appieno però le aspettative di una solida ripresa economica.
Ho fatto una breve ricognizione (senza nessuna pretesa scientifica) tra operatori del turismo in varie parti d’Italia e il quadro che ne ho ricavato è che le aziende, più che in attesa di pronti miglioramenti, si siano abituate a convivere con uno stato di incertezza.
Ora si è concentrati sulle elezioni amministrative ma, al di fuori delle località con un’economia prevalentemente turistica, il turismo non risulta centrale in nessuna proposta e in questa ottica non c’è da meravigliarsi poi se il settore non riesce a sviluppare appieno le proprie potenzialità.
Abbiamo il ministero del turismo, è vero, ma anche una promozione molto carente con un sito imbarazzante: provate per esempio a digitare www.italia.it/it/idee-di-viaggio/benessere-e-salute.html (la pagina che illustra le località termali sul sito ufficiale del ministero italia.it) e troverete, dopo una breve descrizione, la frase: «L’Italia ha una offerta molto ricca di località termali. Per informazioni: www.termeitaliane.com». Visitatelo, da brivido!
I vari messaggi di crisi provenienti dall’esterno favoriranno il turismo interno? Probabilmente, per certi aspetti è prevedibile, ma è certo ugualmente che il turismo necessita di serenità e, in questo periodo, questo è un elemento di cui si avverte proprio la mancanza.

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