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Dal tutto compreso ai club lusso

Di Mati Pignatelli, 5 giugno 2009

Ripercorrendo con la mente le formule più apprezzate dal turismo moderno e contemporaneo, il villaggio vacanze spicca per notorietà e preferenze, soprattutto da parte dei vacanzieri europei e, in particolare, di quelli italiani. Il villaggio, in particolare, fece la propria comparsa nel nostro paese a metà degli anni 50 come alternativa al concetto tipicamente nostrano della vacanza-villeggiatura. Inventata dal belga Gérald Blitz, fondatore del Club Mediterranée, la vacanza in villaggio creò infatti un nuovo modo di viaggiare e di vivere il tempo libero introducendo, in particolare, l’innovativa formula dell’all inclusive.
Il successo dell’idea di Blitz fu tale che fra gli anni 80 e il 2000 si registrò una vera e propria invasione di tale formula, replicata e modulata in molteplici forme. La vacanza in villaggio, proposta in Italia e all’estero, dai Caraibi all’Africa, dalla Polinesia all’Oriente, contribuì così, insieme alla diffusione del pacchetto turistico (l’insieme di almeno due o più servizi assemblati e venduti a un prezzo forfettario e unitario), a determinare lo sviluppo dell’industria del tour operating italiano e internazionale. Fu una sorta di rivoluzione, capace di permettere quel passaggio dal fai da te al confezionato, senza mai tralasciare del tutto il su misura, che lanciò prepotentemente il modo di fare vacanza tutto compreso, facendo così viaggiare la classe media italiana. Un cliché, quest’ultimo, che però ha fatto spesso snobbare, soprattutto in passato, il villaggio alle élite e ai viaggiatori culture oriented, che lo consideravano simbolo di omologazione culturale ed esperienziale: una vacanza preconfezionata, come imbastita in un abito pret à porter, non modificabile.
Ma il villaggio, prodotto apparentemente banale, cela in realtà un’aggregazione di servizi e valori complessa e articolata, che viene abilmente proposta in maniera semplice e pronta all’uso, perché proprio questo è il suo reale punto di forza. Il prodotto villaggio è infatti realizzabile solo grazie a un’approfondita serie di studi e ricerche, in grado di portare a una precisa segmentazione prodotto-target, basata su variabili socio-demografiche, stili di vita e attitudini, e di sfociare in una proposta di viaggio con un unico prezzo totale, comprensivo di tutte le spese o della maggior parte di esse. Così, anche se tale formula gode ora di meno fascino di quello sperimentato nei consumistici anni 80, la vacanza in villaggio costituisce ancora oggi un prodotto sempre apprezzato, in particolar modo da chi viaggia in famiglia, in coppia o fra amici ed è amante del tutto compreso. Ne è un’ulteriore tangibile riprova lo stesso crescente successo delle crociere, che rappresentano la traslazione, a bordo, della formula all inclusive con un buon rapporto qualità-prezzo.
Il tempo ha insomma mutato l’approccio alla vacanza, mentre le mode hanno cambiato le destinazioni. Oggi nel viaggio si cerca, infatti, per lo più un’attitudine e uno stile di vita, un’atmosfera, un’esperienza. E ciò si traduce sempre più, per i tour operator, nella fornitura di servizi sofisticati, personalizzati ed esclusivi. Il concetto di lusso viene così ora ripreso anche da quegli operatori che, mirando a posizionare la propria offerta villaggio nella gamma alta del mercato, intendono proporre pacchetti di viaggio in strutture esclusive, i cosiddetti club, per viaggi ad alto valore esperienziale. Il lusso, in particolare, oggi fa sempre più rima con naturale, eco-friendly, sostenibile e a basso impatto ambientale, pur restando però un prodotto elitario, destinato a pochi ospiti eletti.

L’esperienza dei TClub Hotelplan

Spicca e costituisce un esempio di innovazione di prodotto e di crescente successo la formula adottata del gruppo Hotelplan con TClub: luoghi di vacanza all’insegna dello stile locale, in armonia con il paese ospitante e a misura di viaggio esperienzale. «Noi non abbiamo scelto i villaggi», spiega Anna Schuepbach, direttore generale di Hotelplan Italia. «Abbiamo preferito percorrere la strada dei club. A modo nostro, però, cioè con un marchio dedicato: il TClub che, nato nel 2005, consta oggi di 15 strutture nel mondo di cui una, l’egiziano TClub Berenice, in apertura il prossimo 1° luglio. Si tratta di una preziosa collezione di alberghi selezionati secondo criteri che riflettono una precisa filosofia: piccole strutture eleganti ma non lussuose, e sempre informali, ubicate in località di particolare fascino sulle coste o su isole coralline, in destinazioni note o ancora da scoprire. E poi con una grande attenzione all’ambiente. Proprio dell’eco-compatibilità abbiamo fatto, in particolare, un imperativo della nostra società, che valuta sempre approfonditamente l’impatto ambientale dei resort-partner, in modo da identificare e diffondere tra gli albergatori le linee guida di pratiche virtuose in tema di risparmio energetico, smaltimento dei rifiuti e consumo di acqua. Il nostro impegno si allarga poi anche ai clienti, grazie a una mini brochure dove viene illustrato il delicato ecosistema della destinazione e vengono forniti piccoli eco-consigli in pillole. Nei nostri club anche l’intrattenimento è particolare, grazie ai numerosi esperti presenti nelle strutture, tra cui naturalisti, biologi marini, astronomi e antropologi, che accompagnano gli ospiti nella scoperta dell’ambiente e del paese che li ospita».

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