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La piazza di YellowSquare

Il modello di ospitalità ibrida del gruppo italiano, che unisce l’approccio del design hotel di città all’atmosfera dell’ostello di nuova generazione e offre opportunità di lavoro in cui si mescolano complessità, innovazione e tocco umano

Il modello di ospitalità ibrida del gruppo italiano, che unisce l’approccio del design hotel di città all

Di Silvia De Bernardin, 6 Luglio 2026

Un modo di vivere l’ospitalità in cui gli spazi ricettivi si trasformano in “piazze”, luoghi nei quali non solamente dormire, ma punti di incontro aperti sia a viaggiatori che a residenti, grazie ai quali il viaggio diventa scoperta, scambio culturale e connessioni significative. È questa la filosofia di hospitality di YellowSquare, gruppo italiano presente a Roma, Milano, Firenze e Atene – e nuove aperture in pipeline a Catania, Bologna, Napoli e Venezia – con strutture che uniscono l’approccio del design hotel di città all’atmosfera dell’ostello di nuova generazione, con stanze singole e multiple, spazi per il coworking e le attività culturali e musicali e un’attenzione particolare alla proposta gastronomica.

In questa intervista – tratta dall’ultimo numero del nostro magazine sfogliabile per intero a questo link – abbiamo parlato con Luigi Boccaforno, Chief Legal Officer e Co-Founder del gruppo, per capire quali sono le opportunità professionali legate allo sviluppo della compagnia e cosa significa oggi lavorare in un contesto di ospitalità ibrida sia nella proposta di soggiorno che nel mix di clientela come quello proposto da YellowSquare.

Qual è il profilo dei collaboratori delle strutture YellowSquare?

In YellowSquare non cerchiamo semplici dipendenti, ma “connettori di persone”. Il nostro team è un mosaico internazionale e multiculturale, con un’età media dinamica che riflette quella dei nostri ospiti. Copriamo tutte le aree chiave, dalla Reception al Bar, a Cucina, Eventi e Manutenzione, con una logica di collaborazione fluida. Cerchiamo persone che non abbiano una visione troppo rigida dei ruoli nei diversi reparti e che portino il loro bagaglio culturale come valore aggiunto per la community.

E le figure professionali più ricercate?

La nostra figura iconica è il Dual Role Bar – Reception, sia Junior che Experienced: professionisti ibridi capaci di accogliere un ospite e, un attimo dopo, preparare un ottimo cocktail. Ricerchiamo costantemente anche Cuochi dinamici, capaci di gestire i flussi mantenendo la qualità dei piatti, Manutentori con attitudine al problem solving e Addetti agli Eventi, veri e propri “registi” della socialità nelle nostre piazze.

Quali skills servono per lavorare in YellowSquare?

Oltre alle competenze tecniche linguistiche, puntiamo tutto sulle human skills, a partire da empatia sociale e intelligenza emotiva, necessarie per connettere le persone. Ricerchiamo autenticità, persone vere, non “automi” dell’accoglienza, e una customer experience ibrida, che permetta di gestire contemporaneamente il digital nomad al PC e il viaggiatore in cerca di festa. Infine, multitasking trasversale e proattività, ovvero la capacità di leggere l’ambiente e intervenire dove serve, prima ancora che venga richiesto.

Che differenza c’è tra lavorare in un hotel “tradizionale” e in una struttura ibrida come le vostre?

In un hotel classico spesso sei un ingranaggio di una macchina perfetta, in YellowSquare sei il protagonista di un ecosistema in continua evoluzione. Non sei solo un addetto ai servizi, ma un facilitatore sociale. La competenza chiave è l’intelligenza emotiva: devi saper leggere l’atmosfera, connettere persone diverse tra loro e alimentare l’energia della community. Da noi si lavora “a tutto tondo”. Una figura di supporto può vedere come nasce un evento, capire le dinamiche del bar e gestire l’accoglienza. La competenza richiesta è la capacità di adattamento rapido e la curiosità di imparare processi diversi. La competenza sta nel mantenere un’altissima professionalità pur utilizzando un tono di voce informale e autentico. Bisogna saper essere “amici” dell’ospite senza perdere il controllo della qualità del servizio e avere una visione d’insieme. Se in un hotel classico il silenzio è d’oro, in un contesto ibrido devi saper gestire il “rumore positivo”, coordinando flussi di persone che hanno esigenze diverse, tra chi lavora al PC e chi sta chiacchierando davanti ad un drink, per esempio.

Come avvengono selezioni e onboarding del personale?

Il nostro processo è strutturato per valutare l’affinità elettiva con i nostri valori. In fase di recruiting iniziamo con una video-call conoscitiva con il Dipartimento People. Segue un incontro in presenza con il Responsabile di struttura. Per i ruoli senior, integriamo assessment specifici sulle soft e hard skills. L’onboarding viene poi gestito in sinergia tra il Dipartimento People e i Responsabili di sede. La sessione curata dal Team People coinvolge mensilmente tutti i nuovi assunti delle diverse città.

Sono previsti percorsi di formazione interna e opportunità di job rotation?

Assolutamente sì. Ad oggi, l’80% dei nostri attuali responsabili ha iniziato con un contratto junior. Abbiamo definito 5 livelli di carriera chiari per garantire trasparenza. Incentiviamo la crescita attraverso la formazione on the job e piattaforme online, la job rotation tra i reparti e i programmi di scambio tra le diverse città per contaminare i team con best practice differenti.

Il turnover è elevato nelle strutture YellowSquare? E come viene gestito?

Il turnover non è un problema, ma un elemento che gestiamo in modo fisiologico e coerente con i nostri obiettivi di stabilità. La nostra forza lavoro si divide in due principali anime complementari: da un lato ci sono coloro che scelgono YellowSquare per costruire una carriera solida nel mondo dell’hospitality, crescendo con noi nel lungo periodo. Dall’altro, essendo noi stessi una “piazza” di scambio, accogliamo con entusiasmo figure di giovani viaggiatori che scelgono di fare un percorso con noi per uno o due anni. Per loro, YellowSquare è una tappa significativa del proprio percorso di vita prima di ripartire verso nuove mete. Non cerchiamo di trattenere a tutti i costi chi ha un’indole nomade, preferiamo valorizzare il contributo unico e l’energia che portano durante la loro permanenza. Questo mix tra “locals” e “travellers” mantiene l’ambiente fresco, autentico e perfettamente in linea con lo spirito della nostra community.

Per concludere, quali sono i vantaggi di un’esperienza professionale con YellowSquare?

Offriamo l’opportunità di acquisire una visione a 360° del mondo dell’ospitalità, favorendo una crescita trasversale ed eclettica che si allontana dalla rigida specializzazione tipica delle multinazionali. L’esperienza professionale in YellowSquare forma persone capaci di gestire la complessità, l’innovazione e, soprattutto, l’aspetto umano del viaggio.

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