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L’ottimismo degli albergatori italiani

Il "Barometro delle strutture ricettive italiane 2026" di Booking.com e Statista rileva come, nonostante le difficoltà e le incertezze del momento, gli albergatori italiani continuino a guardare con ottimismo al futuro e non perdano la voglia di investire

Il "Barometro delle strutture ricettive italiane 2026" di Booking.com e Statista rileva come, nonostante le d

Di Job in Tourism, 19 Giugno 2026

Rimangono fiduciosi gli albergatori italiani che, nonostante le difficoltà e le incertezze del momento, non perdono l’ottimismo né la voglia investire. A rilevarlo è il “Barometro delle strutture ricettive italiane 2026”, l’analisi annuale realizzata da Booking.com e Statista, che fotografa aspettative, sfide e priorità degli operatori del settore.

Sentiment positivo

Il primo dato importante che emerge dalla rilevazione – effettuata in primavera a livello europeo su un campione di 1.240 dirigenti e manager del settore ricettivo – è che il sentiment rimane positivo, con il 60% degli albergatori italiani che prevede un andamento favorevole della propria attività nei prossimi sei mesi. Un dato che conferma la resilienza del comparto, leggermente al di sotto della media europea (66%),

Rispetto al 2025, una quota inferiore di operatori segnala miglioramenti nei principali indicatori di business: il 24% dichiara un aumento delle tariffe medie giornaliere e il 39% una crescita del tasso di occupazione. Nonostante la minor crescita, gli operatori guardano oltre le difficoltà congiunturali e continuano a investire sul futuro.

La propensione a investire

Dietro il dato complessivo emergono, tuttavia, differenze significative tra le diverse tipologie di strutture. Le aziende alberghiere italiane più piccole mostrano, infatti, risultati più contenuti rispetto alle grandi catene alberghiere su tutti gli indicatori analizzati: percezione della situazione economica attuale, aspettative future e propensione agli investimenti. Il sentiment resta favorevole, ma le realtà indipendenti e di dimensioni minori risentono maggiormente delle pressioni competitive del mercato e richiedono un sostegno più strutturato per continuare a crescere.

Il dato più significativo riguarda proprio la propensione agli investimenti: il 35% delle strutture prevede di investire di più nel 2026, in netto aumento rispetto al 13% del 2025. Una scelta tutt’altro che scontata se si considera che il 29% degli operatori percepisce un accesso a finanziamenti e capitali più complesso rispetto al passato. In questo contesto – rilevano gli analisti di Booking.com e Statista – sostenere la capacità di investimento delle aziende più piccole diventa un elemento centrale per favorire la competitività del settore e una crescita equilibrata su tutto il territorio.

Focus destagionalizzazione

L’indagine ha poi fatto un focus sul tema della destagionalizzazione, sempre più centrale nelle strategie degli hotel. Per distribuire meglio la domanda durante tutto l’arco dell’anno gli albergatori puntano soprattutto su offerte e pacchetti dedicati alla bassa stagione e politiche di prenotazione e cancellazione flessibili, con il ricorso alla collaborazione delle piattaforme per promuovere una domanda più equilibrata nel tempo.

Tra le leve emergenti per sostenere la crescita figura il turismo legato agli eventi. Oltre sei strutture su dieci (61%) dichiarano di averne beneficiato direttamente nell’ultimo anno. Per il 72% degli operatori, gli eventi hanno generato prenotazioni in periodi normalmente caratterizzati da una domanda più debole, mentre il 52% afferma che hanno contribuito a compensare ricavi inferiori registrati in altri momenti dell’anno. Forte di questi risultati, più della metà degli albergatori auspica una maggiore collaborazione con enti turistici e amministrazioni locali per sviluppare ulteriormente questo segmento e attrarre nuovi flussi di visitatori.

Digitale e cybersicurezza

Infine, un occhio al digitale, in particolare ak tema cybersecurity, con il 59% delle strutture italiane che ritiene adeguato il proprio livello di preparazione in materia di sicurezza informatica. Tra le misure più diffuse figurano l’aggiornamento regolare dei software e patch di sicurezza e l’utilizzo di sistemi per l’elaborazione sicura dei pagamenti. Parallelamente, gli operatori italiani mostrano una percezione relativamente contenuta del rischio cyber: solo il 2% indica gli incidenti di sicurezza informatica tra le principali preoccupazioni per i prossimi dodici mesi.

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