Un’inversione linguistica, che nelle intenzioni non vuole essere solamente un gioco retorico, ma punta a esprimere un approccio diverso al capitale umano – in un momento storico nel quale il settore del turismo e dell’ospitalità si confronta con difficoltà che vanno dal reperimento del personale all’elevato turnover alla necessità di costruire ambienti di lavoro più attrattivi e sostenibili. È la strade che ha scelto di percorrere Icon Collection, che ha annunciato di aver cambiato il nome del proprio ufficio HR, da “Risorse Umane” a “Umane Risorse” come riflesso dell’investimento che sta portando avanti nell’ambito dell’ascolto, del benessere, della formazione e della crescita delle persone.
Il cambio di nome
“Abbiamo sentito sempre più forte l’esigenza di dare all’ufficio Umane Risorse un ruolo che andasse oltre gli aspetti tradizionali legati alla selezione o all’amministrazione – spiega Dalila Verardi, HR Specialist del gruppo alberghiero insieme a Gianmarco Tani, protagonista del percorso compiuto negli ultimi anni dall’azienda per ridefinire il reparto HR. “Nel nostro settore le persone hanno bisogno non solo di organizzazione, ma anche di ascolto, dialogo e punti di riferimento chiari”.
Il ribaltamento della tradizionale definizione di “Risorse Umane” in “Umane Risorse” non è solo una scelta linguistica, sottolinea la HR Specialist, “ma un orientamento culturale. Volevamo mettere al centro l’essere umano, riconoscendo che il vero valore nasce prima di tutto dalla dimensione umana delle persone: la gentilezza, l’attenzione, il modo di relazionarsi agli altri”.
Gli strumenti
Sul piano operativo, il nuovo orientamento si è tradotto in nuovi strumenti di ascolto, formazione e valorizzazione interna. Tra questi l’Employee Handbook, concepito non solo come manuale operativo, ma “come strumento identitario per condividere valori, cultura aziendale e visione dell’ospitalità”, spiega l’azienda. Parallelamente, il gruppo ha avviato il percorso verso la certificazione UNI/PdR 125 sulla parità di genere, coinvolgendo diverse strutture del network, e “rafforzando l’impegno verso una cultura del lavoro più equa, inclusiva e attenta alle persone”.
“Gli ospiti interni”
Tra le novità, anche lo sviluppo del concetto di “ospiti interni”, che nasce dall’idea secondo la quale l’ospitalità non può essere autentica verso l’esterno se non lo è prima di tutto all’interno dell’organizzazione. “Così come ci prendiamo cura degli ospiti che soggiornano nelle nostre strutture, vogliamo che anche chi lavora con noi si senta visto, ascoltato e accolto – racconta Verardi -. Un ospite non può vivere un’esperienza autenticamente positiva se prima non esiste un collaboratore sereno, motivato e valorizzato”. Da qui, lo sviluppo di un modello organizzativo cha portato in azienda anche la figura di un filosofo, Alessandro Guidi, per accompagnare il gruppo in un percorso di riflessione sul significato del lavoro, sulla qualità delle relazioni e sulla crescita culturale delle persone. “La presenza di un filosofo aziendale rappresenta un elemento distintivo – spiega l’HR Specialist -. Ci ha aiutato a sviluppare un approccio più umano, partecipativo e consapevole”. Tra i progetti introdotti, “Ti Ascolto”, “Ti vengo a trovare” e il form anonimo “Tutela & Benessere”, creati per rafforzare la vicinanza dell’ufficio Umane Risorse alle persone e superare una gestione esclusivamente “da ufficio”.
La formazione
Infine, la formazione, con l’attivazione quest’anno di percorsi immersivi dedicati ai reparti di Ricevimento, Booking e Sala, oltre a nuovi progetti di micro e-learning per rendere la formazione più accessibile, pratica e continuativa, i percorsi legati alle certificazioni GSTC e UNI/PdR 125 in ambito sostenibilità e attività “on the job”, come le visite nelle cantine del territorio di Bolgheri dedicate al personale di Sala.
I risultati
La nuova strategia, comunica l’azienda, inizia a dare risultati: nel 2025 Icon Collection ha registrato il 60,8% di collaboratori riconfermati e 22 avanzamenti interni. Per il 2026 il trend è già salito al 64%, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente il 70%. “Nel nostro settore riuscire a far tornare le persone anno dopo anno significa aver costruito un ambiente in cui si sono sentite bene e valorizzate – conclude Verardi -. La continuità è un valore strategico: significa competenze consolidate, qualità operativa e senso di appartenenza”.
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