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Ottanta anni e non li dimostra

Di Antonio Caneva, 29 febbraio 2008

Ha compiuto ottanta anni, come la statuetta del premio Oscar. Parlo di The leading hotels of the world che quest’anno, per commemorare l’evento, ha pubblicato una sontuosa directory.
Ancora pochi anni orsono la guida, con una copertina smaccatamente pubblicitaria (mi ricordo tuttora, con disagio, il profumo J’adore di Cristian Dior o i gioielli Blancpain), pubblicava un volumetto in cui ogni albergo era raffigurato in mezza pagina; il volume attuale con copertina rigida, carta pesante patinata, stampa lucida perfetta, rappresenta un libro da sfogliare nelle giornate grigie e fare, idealmente, viaggi in località e alberghi pieni di fascino.
Oltre a essere bello, questo libro riporta all’interno un come eravamo, ricordando, per esempio, che il Ritz di Madrid – lusso inaudito – offriva alla propria clientela un telefono in ogni camera, e riproduce, chiaramente in bianco e nero, la pagina dell’hotel du Palais di Biarritz: in quell’albergo le tariffe delle camere doppie (a quei tempi erano segnalate nell’opuscolo) andavano da 11,75 a 17,75 dollari americani. Tariffe elevate (forse Biarritz a quei tempi era di gran moda) in confronto con la singola al Negresco di Nizza che aveva un prezzo tra i 4 e i 6 dollari.
The leading hotels of the world, nata come piccola associazione tra alcuni alberghi di élite europei ed egiziani, è riuscita a superare indenne gli anni per approdare ai nostri giorni come esempio di attività in costante evoluzione (è sufficiente ricordare, tra l’altro, che i Leading hotel hanno generato i Leading small, nonché le Leading spa e tutta una serie di servizi aggiuntivi) e fortemente performante.
Se dovessi suggerire a un giovane studente (soprattutto se di economia) il tema di una tesi non avrei dubbi: suggerirei The leading hotels of the world. Non esistono molte realtà che, come questa, possano permettersi di rifiutare i postulanti e, talvolta (e questo è il bello), rifiutarli dopo essersi fatti pagare alcune migliaia di dollari per un sopralluogo ispettivo. Mentre neanche poco costa essere membro dei Leading: per un albergo medio circa 50 mila dollari di fee annuale, oltre naturalmente alle provvigioni sulle prenotazioni. E allora perché questa rincorsa (c’è anche chi ha visto più di una volta rifiutata l’adesione) a voler essere accettati? Vanità, ambizione, egocentrismo? Niente di tutto questo (o non solo questo), la realtà è che The leading hotels of the world è una macchina per fare soldi; alcuni alberghi che vi hanno aderito hanno completamente cambiato la propria situazione economica, con incrementi di ricavi che si leggono a due cifre.
E si sa che nel business chi procura fatturato ha sempre ragione (e se poi è bravo… è anche meglio).

Eighty years old, but doesn’t look it

It has turned eighty, like the golden man statue of the Oscar Prize. I am speaking about The Leading Hotels of the World, which commemorated the event this year by publishing a sumptuous directory.
Still a few years ago, the guidebook had a blatantly advertising cover (I can still remember with unease the perfume J’adore by Cristian Dior and the Blancpain jewelry), and devoted half a page to the presentation of each hotel; the new volume has a hardcover, heavy glossy paper, a neat, perfect print, and lends itself to being leafed through during a rainy day, to unleash the imagination towards charming destinations and fine hotels.
In addition to being attractive, this book contains a section devoted to “the way we were”. It reminds us that the Hotel Ritz of Madrid – unparalleled luxury – offered its guests a telephone in each room, and shows – in black and white – the page of the Hotel du Palais in Biarritz. In that hotel, the rate for a double room (in those times the price was reported in the brochure) was between US$ 11.75 and US$ 17.75. A high price (maybe Biarritz was very much in vogue at that time) if compared with a single room at the Negresco in Niece, with a price of US$ 4 to 6.
The Leading Hotels of the World, created as a small association of élite European and Egyptian hotels, has been able to fare successfully for years and as now stands as an example of constantly evolving (suffice it to say that The Leading Hotels have generated The Leading Small Hotels, as well as The Leading Spas and a number of additional services) and well-performing activity.
If I had to suggest a title for a dissertation to a student (better if it were a student of economics) I would have no doubts: The Leading Hotels of the World. There are not many organisations that – like this one – can afford to reject their applicants and (even nicer) even reject them after cashing in thousands of dollars for an on-site inspection. Nor is it cheap being a member of The Leading Hotels: for an average hotel, about US$ 50,000 as annual fee plus, of course, the commissions on reservations. So, why this race (some have been rejected more than once) to be admitted? Vanity, ambition, conceit? None of these (or not only these) reasons. The point is that The Leading Hotels of the World is a money-making machine; some hotels, which have become members, have changed their economic situation completely, registering double-digit increases in revenues.
And it is a known fact that – in business – those who bring revenues are always right (if they are good quality…. all the better!).

Translation of the Italian
editorial by Paola Praloran

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