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Opportunità, criticità e percentuali

Di Emilio De Risi, 13 febbraio 2009

Potrei scrivere che la situazione economica non è entusiasmante, che secondo l’Istat il pil (prodotto interno lordo) del terzo trimestre 2008 è in calo dello 0,5% rispetto al secondo e infine che gli investimenti del turismo in pubblicità si sono contratti. Questo però non sarebbe esaustivo, né necessariamente significativo. Voglio quindi fotografare un po’ più nel dettaglio lo scenario e fornire qualche numero che sarà sicuramente di riflessione.
Tutti sappiamo quanto il tempo libero sia diventato una risorsa limitata e difficile da gestire. Per tale ragione molte aziende in questo ambito cercano di indirizzare e consigliare i consumatori anche attraverso la leva della pubblicità.
Infatti, secondo l’istituto di ricerche Nielsen il macro settore del tempo libero nel 2008 ha inciso per il 10,2% sull’intero mercato pubblicitario e il 24% di questi investimenti sono provenuti dal mondo dei viaggi e del turismo, con un marketing mix che si indirizza soprattutto verso la carta stampata (giornali e riviste).
Sempre secondo Nielsen, i primi brand a figurare tra i maggiori investitori sono Msc crociere, Gardaland e Costa crociere. Nella top ten, il primo tour operator è Alpitour, mentre il primo spender tra i gruppi alberghieri risulta la Hotels Aurum Napoli.
Negli ultimi anni il trend degli investimenti è stato di crescita continua, eppure l’anno appena passato ha fatto registrare un decremento. Perché? Ovviamente la congiuntura economica e i riassetti aziendali sono i primi imputati. I numeri, specie quando si parla di percentuali, possono però essere letti con occhio pessimista o con fare combattivo. Quale atteggiamento scegliere allora?
Di fianco alle costanti pessime notizie, i segnali positivi non mancano: il nostro paese si è appena collocato al quarto posto nella classifica Country brand index 2008, uno studio della società di consulenza FutureBrand sull’immagine di 40 nazioni nel mondo. Inoltre, da un’indagine Demoskopea sulle priorità degli italiani, le vacanze risultano sempre in testa, evidenziando che accanto a nuclei familiari con evidenti problemi economici convive un segmento di popolazione composto da giovani e coppie di mezza età con una buona propensione alla spesa turistica.
Nessuno slogan sull’importanza degli investimenti in momenti critici. Però dobbiamo essere coscienti che per il turismo in Italia ci sono le opportunità per non fermarsi e non dimenticare che queste chance passano attraverso il prodotto offerto, una giusta comunicazione e un personale motivato.

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