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Non decolla, ma neppure affonda, l’incoming italiano secondo l’ultima indagine del Ciset

Di Giorgio Bini, 1 febbraio 2008

Un leggero aumento del turismo internazionale in Italia. In tendenziale leggera flessione, invece, la domanda domestica, a fronte di una crescita più consistente dei viaggi dei nostri connazionali verso l’estero, che concentreranno il loro interesse su mete mediterranee ed europee a breve-medio raggio oppure, grazie anche al rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro, verso destinazioni extra-europee considerate sicure e convenienti. Queste, in estrema sintesi, le aspettative degli operatori del settore emerse dall’ultima indagine congiunturale realizzata su un campione rappresentativo di imprese turistiche italiane dal Ciset, il Centro internazionale di studi sull’economia turistica fondato nel 1991 dall’università Ca’ Foscari di Venezia, dalla regione Veneto e dal Touring club italiano.
Mentre si tirano le somme sull’andamento delle vacanze natalizie e di fine d’anno, infatti, le proiezioni fornite dagli operatori per il periodo novembre 2007-aprile 2008 indicherebbero un aumento degli arrivi e delle presenze di turisti stranieri rispettivamente dello 0,4 e dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda gli italiani, invece, gli operatori si attendono una tendenziale flessione degli arrivi e delle notti, che dovrebbero calare rispettivamente dello 0,6 e dello 0,5% circa rispetto al medesimo semestre 2006-2007.
La classifica dei principali segmenti di domanda, poi, evidenzia per la prima volta una leggera riduzione delle quote di mercato detenute da quei paesi (Germania, Francia, Usa, Giappone e la stessa Italia) responsabili della maggior parte del flusso di turisti verso lo Stivale, a eccezione del Regno Unito. Si riscontra, viceversa, un aumento delle quote detenute da paesi come la Spagna e dalle nazioni dell’Est Europa e della Scandinavia.
Tra le tipologie di turismo più gettonate, inoltre, il gradino più alto del podio è raggiunto dalla vacanza termale e del benessere, che supera, anche se di poco, i viaggi d’arte e cultura. Al terzo posto si trovano gli agriturismi e il turismo verde in genere. Quarta piazza, invece, per le crociere. Una buona dinamica dovrebbe inoltre caratterizzare, nell’opinione degli operatori turistici, il mercato del congressuale e del business travel, mentre le performance del turismo montano continuano a essere condizionate dall’incertezza delle condizioni climatiche e, quindi, dal livello di innevamento delle piste. In diminuzione, poi, i soggiorni al lago e nelle località balneari, che in questa stagione accusano sempre un calo fisiologico.
In crescita, infine, i viaggi degli italiani verso l’estero. Le destinazioni che registreranno le dinamiche più interessanti tra novembre 2007 e aprile 2008, secondo gli operatori intervistati, sono l’Africa mediterranea (soprattutto Egitto, Tunisia e Marocco), seguita dal centro-sud America (Cuba, Caraibi, Messico e Brasile in primis) dal sud Europa (in particolare la Spagna, isole comprese, e la Francia), dall’Europa dell’est (Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia) e dal Nord America (soprattutto Usa). Buone anche le performance dell’Asia meridionale (Maldive, ma anche Sri Lanka e India), dell’Asia sud-orientale (in particolare la Tailandia), dell’Europa centrale (trainata dall’Austria e dalla Svizzera) e del nord Europa (soprattutto il Regno Unito).

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