Più 164 milioni. A tanto potrebbe arrivare il rincaro complessivo delle bollette dell’energia elettrica nel secondo semestre del 2026 per gli hotel italiani. La stima è contenuta nell’ultima analisi condotta da Confcommercio in collaborazione con il CER, che segnala un evidente svantaggio competitivo per le aziende italiane, anche del comparto del turismo e della ristorazione, sia a fronte dei rincari sul mercato energetico dovuti alle tensioni internazionali sia del maggior consumo legato soprattutto all’impiego della climatizzazione in estate.
I rincari
A settembre, il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità ha registrato un incremento del 73,3% rispetto ai valori medi del 2025, posizionandosi su livelli superiori del 271,1% rispetto al periodo pre-pandemico, segnala Confcommercio. L’impatto del rincaro del prezzo dell’energia risulta particolarmente pesante per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione, che durante l’estate hanno dovuto aumentare i consumi elettrici, anche per il maggiore utilizzo della climatizzazione.
Nel terzo trimestre di quest’anno – rileva ancora l’analisi – i consumi sono stimati in crescita del 15% rispetto al trimestre primaverile e, per effetto combinato di maggiori consumi e prezzi più elevati, nel secondo semestre 2026, per queste imprese si stima un aggravio complessivo di costo per le bollette elettriche superiore a un miliardo di euro: 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la GDO. La spesa energetica complessiva delle imprese del comparto potrebbe così arrivare fino a 2,9 miliardi di euro su base trimestrale, tornando sui livelli raggiunti solo con la crisi energetica del 2022 causata dallo scoppio del conflitto russo-ucraino.
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