Riqualificazione del patrimonio alberghiero, sviluppo delle competenze, opportunità di crescita professionale per i lavoratori, destagionalizzazione, misurazione del valore generato dagli investimenti. Sono gli obiettivi di lungo periodo al quale dovrebbe guardare il settore del turismo e dell’ospitalità “per fare dell’industria turistica una leva stabile per la crescita dell’Italia, costruendo una strategia capace di guardare ai prossimi dieci anni”. L’indicazione viene da AICA, Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che in occasione della Giornata mondiale del turismo, ricorrenza istituita dall’ONU che si celebra ogni anno il 27 settembre, ha lanciato un messaggio, con un invito: “Decidere oggi chi vogliamo essere tra dieci anni significa darsi un orizzonte che vada oltre il presente”.
La sfida
“Il nostro obiettivo è costruire un Paese che non subisce i flussi, ma li governa; che non consuma le destinazioni, ma le fa crescere; che trasforma la propria attrattività in lavoro, investimenti e benessere diffuso”, ha spiegato la Presidente di AICA, Elisabetta Fabri. “Un’Italia capace di accogliere i nostri ospiti tutto l’anno e sull’intero territorio, senza perdere ciò che la rende unica. Per le imprese significa poter programmare; per i lavoratori avere opportunità di crescita professionale; per le comunità trattenere giovani e sviluppare servizi; per il Paese rendere strategica un’industria che non può essere delocalizzata”.
Una visione di lungo periodo
Ciò che serve è “una visione di lungo periodo – ha sottolineato ancora Fabri – capace di fissare obiettivi, tempi e risorse e di anticipare i cambiamenti: aumentano la concorrenza e le pressioni sui costi, le competenze sono sempre più difficili da reperire e una parte importante del patrimonio ricettivo deve essere rinnovata. Inoltre, circa tre quarti dei turisti si concentrano su appena il quattro per cento del territorio nazionale: vaste aree del Paese hanno un potenziale ancora da esprimere, ed è una grande opportunità di sviluppo”.
Le proposte
Da qui, una serie di proposte concrete, a partire da quella per l’istituzione di un tavolo permanente tra le imprese e i Ministeri competenti in materia di economia, attività produttive, lavoro e infrastrutture, per definire una strategia nazionale di lungo periodo fondata su quattro pilastri: qualità, sostenibilità, professionalità e innovazione. “Occorre sostenere la riqualificazione del patrimonio alberghiero, formare e trattenere le competenze, migliorare l’accessibilità dei territori e portare un numero crescente di destinazioni verso almeno 270 giorni di attività l’anno”, ha detto Fabri. Da AICA anche la proposta per l’adozione di uno strumento che dia evidenza al valore generato dalle politiche e dagli investimenti per il turismo: lo SROI, il Social Return on Investment, che misura nel tempo l’impatto sociale, ambientale ed economico in termini di occupazione, investimenti, filiere coinvolte, servizi e mesi di attività aggiuntivi.
Valore sul territorio e Made in Italy
“Il successo del turismo italiano non si misura soltanto nel numero degli arrivi, ma nel valore che resta dopo ogni partenza: lavoro, imprese più forti, territori più vivi”, ha sottolineato ancora Fabri. “L’albergo non è soltanto il luogo in cui si soggiorna, ma spesso la prima porta d’ingresso nel racconto dell’identità italiana: è dove il visitatore incontra il Made in Italy e il territorio. Nelle aree interne e nelle destinazioni meno conosciute – ha ribadito l’associazione degli albergatori – le strutture ricettive possono diventare presìdi di rigenerazione locale, capaci di contrastare lo spopolamento e favorire nuovi ecosistemi economici. Anche la destagionalizzazione assume così un valore che va oltre l’allungamento dei periodi di apertura: significa permettere alle imprese di programmare, ridurre la pressione sulle destinazioni più frequentate e valorizzare le città d’arte fuori dai periodi di punta, la montagna oltre la stagione della neve, il mare oltre l’estate e le aree interne attraverso cultura, sport, benessere, congressi ed enogastronomia”.
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