La Guida Michelin ha recentemente svelato i riconoscimenti dedicati ai migliori hotel italiani del 2026. Un’edizione – come raccontavamo anche sulle pagine del nostro magazine digitale qualche settimana fa – che conferma il prestigio internazionale dell’hôtellerie nazionale: l’Italia è prima in Europa per numero di strutture premiate e seconda al mondo dopo gli Stati Uniti. Sono, infatti, 224 gli hotel italiani insigniti delle Chiavi Michelin 2026: 17 con Tre Chiavi, 49 con Due Chiavi e 158 con Una Chiave. Tra questi, 44 rappresentano novità o promozioni rispetto alla precedente selezione. Numeri che testimoniano la qualità e la varietà dell’offerta alberghiera italiana, dalle dimore storiche ai boutique hotel contemporanei. Tra le strutture premiate figurano anche numerosi clienti di Serenissima Informatica, la software house specializzata in software gestionali in Cloud e soluzioni tecnologiche per il settore hospitality. Un risultato che conferma la fiducia accordata all’azienda da alcune delle realtà più rappresentative dell’ospitalità di alta gamma.
La qualità dell’esperienza
Introdotte in Italia nel 2024, le Chiavi Michelin rappresentano per il settore alberghiero un riconoscimento paragonabile alle celebri Stelle assegnate ai ristoranti. La selezione viene effettuata dagli ispettori della Guida, che valutano le strutture attraverso cinque criteri fondamentali: eccellenza dell’architettura e del design, autenticità e personalità, qualità del servizio e del comfort, rilevanza rispetto alla destinazione e coerenza tra prezzo ed esperienza. Il riconoscimento si articola in tre livelli. Una Chiave identifica un soggiorno molto speciale, Due Chiavi un soggiorno eccezionale e Tre Chiavi un soggiorno straordinario, il massimo livello previsto dalla Guida. “Non si tratta quindi soltanto di premiare il lusso, ma di valorizzare strutture capaci di distinguersi per identità, accoglienza e qualità complessiva dell’esperienza. Un risultato di particolare rilievo, considerando che soltanto 17 hotel in tutta Italia hanno raggiunto questo livello – analizza Alessandro Calligaris, Direttore Marketing di Serenissima Informatica –. Il riconoscimento delle Chiavi Michelin premia la qualità dell’esperienza offerta dagli hotel. Tuttavia, dietro un servizio di alto livello si trova anche un’organizzazione capace di coordinare persone, tecnologia, informazioni e processi. In questo contesto – sottolinea – i software rappresentano un supporto strategico per l’operatività alberghiera, permettendo allo staff di dedicare maggiore attenzione alla relazione con l’ospite”.
Innovazione ed esperienza umana
È proprio su questa integrazione tra innovazione ed esperienza umana che si concentra l’attività di Serenissima Informatica. L’azienda accompagna hotel indipendenti, resort e gruppi alberghieri attraverso un ecosistema di soluzioni gestionali. “Dal PMS per la gestione alberghiera, protel Cloud, al software per il Food&Beverage, fino alle piattaforme di Guest Relationship Management e agli strumenti per la contabilità e il controllo di gestione, l’obiettivo è rendere i processi più efficienti e le informazioni più accessibili, oggi anche grazie all’AI che abbiamo integrato in molti nostri software – prosegue Calligaris –. La digitalizzazione è quindi fondamentale per migliorare la continuità del servizio e la personalizzazione della guest journey, due aspetti sempre più importanti nell’ospitalità contemporanea”.
Dalle Dolomiti alla Costiera Amalfitana, passando per Venezia, Milano, Matera e i grandi laghi italiani, le strutture premiate raccontano interpretazioni differenti dell’ospitalità di alta gamma. “Per Serenissima Informatica, la presenza di numerosi clienti tra gli hotel riconosciuti dalla Guida Michelin rappresenta una conferma del valore delle relazioni costruite nel tempo e uno stimolo a proseguire nello sviluppo di soluzioni tecnologiche sempre più moderne, complete e affidabili al servizio dell’hospitality. Un percorso – conclude Calligaris – nel quale innovazione, competenze e attenzione alle persone contribuiscono a sostenere le ambizioni delle strutture alberghiere, lasciando ai professionisti dell’accoglienza il compito di rendere ogni soggiorno un’esperienza distintiva”.
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