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L’aumento dell’Iva preoccupa il mondo dei viaggi organizzati

Di Marco Bosco, 23 settembre 2011

«L’incremento al 21% dell’aliquota dell’Iva ordinaria colpisce duramente il settore del turismo organizzato italiano e lo fa in un momento di pesantissima crisi». Le reazioni alle nuove misure contenute nella manovra bis appena approvata arrivano immediate del mondo dai viaggi organizzati. A rilasciare la preoccupata dichiarazione è stata, in particolare, la presidente di Federviaggio, Maria Concetta Patti. I tour operator e le agenzie di viaggi, infatti, assieme agli esercizi balneari, ricadono nell’ambito di applicazione dell’aliquota Iva ordinaria e non in quella ridotta, che la manovra lascia invariata al 10% e che si continua ad applicare ad alberghi e ristoranti. «A essere coinvolta è una porzione di oltre 10 miliardi di euro del fatturato dei tour operator e delle agenzie di viaggi italiane che, con la loro attività di organizzazione e intermediazione di pacchetti turistici, creano valore aggiunto e Pil per l’economia nazionale», prosegue la presidente Patti. «Un’attività che, anche in quest’occasione, è stata ampiamente sottovalutata in sede di decisioni rilevanti per il paese. L’aumento dell’Iva colpisce anche tutti i contratti a decorrenza settembre 2011-2012, già siglati dai tour operator ricettivisti con gli operatori stranieri per proporre la destinazione Italia. Un danno del quale le nostre aziende dovranno farsi carico nell’immediato, avendo già fissato contrattualmente prezzi comprensivi di imposte, e comunque destinato a metterci ulteriormente in crisi nella battaglia contro la concorrenza di altre destinazioni tradizionali ed emergenti».

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