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Il viaggio continua

Il prossimo congresso generale di Roma darà il via alla terza fase della Faipa

Il prossimo congresso generale di Roma darà il via alla terza fase della Faipa

Di Giorgio Bini, 7 febbraio 2013

Toccherà alla storica Associazione romana avere l’onore di ospitare, dal 7 al 10 novembre 2013, il dodicesimo congresso generale della Federazione delle associazioni italiane dei portieri d’albergo – Le Chiavi d’Oro. Ne è stata data conferma definitiva durante l’ultimo congresso di Bologna, dopo che la disponibilità dei capitolini era stata già sondata nel corso dell’incontro di Torino del 2010. I soci della «giovane» associazione regionale (61 anni di vita, membro fondatore della Federazione italiana portieri d’albergo nel 1952, e successivamente anche della Faipa) rappresentano, in effetti, un degno e ideale palcoscenico, per un congresso che coincide con la fine del mandato della presidenza di Rosario Spatafora e del suo direttivo.
L’appuntamento è importante e storico per vari motivi. Ci si aspetta, quindi, la platea giusta per salutare Spatafora e il suo team, e allo stesso tempo per far partire con il piede giusto il nuovo gruppo dirigente. Alla presidenza della Faipa da inizio 2005 fino a fine 2007, e poi ancora fino al 2010 per un secondo mandato, a Spatafora venne dato unanimemente un incarico pro tempore durante il congresso di Torino, per permettere a lui, e alle persone che si sono succedute al suo fianco in questi anni, di concludere un ciclo: incarico che peraltro è equivalso a un terzo mandato.
«È stata questa quella che può essere considerata la seconda fase della Faipa», spiega lo stesso Spatafora. «Durata nove anni, al momento la più lunga, ha permesso, a me e ai miei collaboratori, di lavorare su più fronti: a cominciare dal superamento della prima fase (quella della scissione delle Chiavi d’Oro italiane), con la necessità di far prendere consapevolezza, agli aderenti Faipa, che gli ideali e i valori restavano quelli della vecchia Fipa, con le sue solide e storiche basi e la tradizione, ma che occorreva anche andare avanti, costruendo un associazionismo adatto ai tempi odierni e adeguato alla rivoluzione del mondo del lavoro e del nostro settore (già in atto silenziosamente da tempo). Un’evoluzione che, soprattutto dall’avvento del terzo millennio, ci ha messo di fronte a scenari fino a qualche anno prima inimmaginabili».
Parallelamente si è lavorato nel consolidare un’associazione differente dal passato: «Dalla mentalità moderna», prosegue Spatafora, «meno celebrativa e ricreativa: più concentrata sugli obiettivi e sui progetti che legata ai personaggi e agli alberghi che rappresenta e soprattutto più attenta alle problematiche della professione e al mondo del lavoro, alla formazione e alla necessità di fare sistema con le consorelle del settore (nel passato molto più chiuse e campanilistiche di adesso), pur nel rispetto delle proprie identità associative. O per lo meno si è provato a farlo con coloro che operano nel settore room division e che sono fra quelli che hanno subito, più di tutti, le trasformazioni epocali degli ultimi anni».
A Torino, nel 2010, con il nuovo statuto si è quindi voluto mettere nero su bianco che la Faipa è un’associazione di concierge e di addetti al front office. «E questo perché, in una larghissima percentuale di strutture ricettive, oggi si opera a banco unico, tutti a contatto con l’ospite. Si è voluto inoltre tenere intatto il cordone che ci tiene legati all’istruzione pubblica del settore, anche se con un occhio pure all’istruzione privata, rafforzando i rapporti con gli istituti alberghieri, investendo in uomini ed energie, nonché partecipando a qualsiasi evento in cui siamo stati invitati e supportando gli allievi con borse di studio e premi».
Dopo il calo fisiologico dei primi anni, «tipico delle scelte dure e sofferte, ma necessarie e qualche volta non indolori» precisa ancora il presidente uscente, oggi la Faipa è una organizzazione in controtendenza rispetto al resto del panorama associazionistico dell’accoglienza: «Il numero degli iscritti, anche se con moderazione visto il contesto socio-economico in cui versa il nostro turismo, da qualche tempo ha infatti ripreso a salire costantemente, come costantemente è aumentato il numero di coloro (pubblici e privati) che gravitano intorno alla federazione. Credo che abbiamo avuto una certa lungimiranza, noi della vecchia guardia, nell’aver capito che i tempi cambiavano e che bisognava cambiare con essi se si voleva restare protagonisti. Nonostante le difficoltà geografiche e la lontananza della mia Sicilia da molte destinazioni italiane, ho cercato di essere sempre capillarmente presente su tutto il territorio, ogni qualvolta si parlava dello sviluppo della Faipa. L’ultimo viaggio, in particolare, è solo di qualche settimana fa: a Torino dove, con i soci dell’Associazione piemontese Le Chiavi d’Oro, ho partecipato, presso l’istituto alberghiero Colombatto del capoluogo piemontese, all’inaugurazione di uno spazio associativo, consistente in alcuni locali destinati alle collaborazioni fra scuola e federazione. A testimonianza, ancora una volta, della vicinanza della Faipa al mondo della scuola pubblica di settore».
Oggi mancano ancora molti mesi alla fine del mandato, «e nulla toglie», conclude Spatafora, «che qualche altra associazione regionale si aggiunga alle storiche ex Fipa che hanno fondato la Faipa e alle nuove (formate da giovani colleghi dotati di nuova mentalità rispetto al passato) che si sono aggregate nel tempo, grazie anche alla perseveranza e al supporto della dirigenza nazionale. In questi anni di presidenza penso ci sia stata quella tranquillità e quella sicurezza che ha dato, ai nuovi probabili futuri dirigenti, l’opportunità di crescere con calma e senza fretta e di completare un ricambio generazionale nelle varie associazioni regionali. Ho cercato soprattutto di sdoganare la Faipa dal cliché delle vecchie associazioni del passato; di dare legittimità a una organizzazione nuova solo dal punto di vista della sigla e del simbolo, ma costituita da uomini ed esperienze associative direttamente derivate dai 50 anni di Fipa; e di dare, infine, alle Chiavi d’Oro e agli odierni professionisti dell’accoglienza, una nuova strada da percorrere: a novembre si conclude questa fase di traghettamento. Ma i nuovi lidi non sono più così lontani, tanto che ormai si cominciano davvero a intravedere».

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