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Idee per un progetto: parlano gli studenti impegnati nel concorso Più carta in hotel

Di Marco Bosco, 21 marzo 2013

«Quello che ricercherei in un hotel non è tanto l’idea che qualcun altro può avere in fatto di eleganza e stile, quanto il comfort, il facile accesso alle informazioni, l’intrattenimento e l’ambiente». Laura De Mattia, Matthias Piazza, Stefania Radice e Deborah Sosio prendono a prestito le parole di Ron Arad, già progettista, tra l’altro, del duoMo design hotel di Rimini, per spiegare quale sia, a loro parere, il rapporto tra design e hotel. Loro sono quattro studenti dell’Accademia di comunicazione di Milano e rappresentano uno dei gruppi di allievi impegnati nel concorso «Più carta in hotel». Organizzato dal Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica (Comieco), in collaborazione con noi di Job in Tourism, nonché con la stessa Accademia di comunicazione e con la società specializzata nel settore delle forniture alberghiere, Fas Italia, la gara prevede la realizzazione di due linee di cortesia di design per alberghi ricavate da carta riciclata e si concluderà all’inizio del mese di aprile. Chiaro, allora, come gran parte del successo di ogni progetto si giochi sulle modalità di declinazione di un rapporto tanto importante quanto difficile da coniugare quale quello tra ospitalità e design. «Il modo migliore per noi», proseguono così i quattro studenti, «è quello di trattare l’edificio come se fosse un prodotto. Bisogna, in particolare, fare in modo che quest’ultimo sia accessibile, semplice e intuitivo. Ideando, per esempio, processi e sistemi di comunicazione in grado di facilitare il lavoro di chi sta all’interno dell’hotel tutti i giorni, o creando il perfetto comfort per gli ospiti».
E per quanto riguarda la carta riciclata? «Nata come materiale povero», rispondono prontamente Laura, Matthias, Stefania e Deborah, «è diventata l’elemento principale delle progettazioni dei designer che hanno esposto l’anno scorso al Salone del mobile di Milano, il cui leit motiv è stato il minimalismo. Un tema dettato forse dal periodo economicamente difficile, ma che ha imposto a tutti di utilizzare la propria creatività per attribuire nuove etichette ai cosiddetti materiali poveri. E la carta, in tale frangente, è stata una vera protagonista, soprattutto nella sua versione riciclata, in grado di dare un aspetto più green ed ecosostenibile alle opere realizzate».
Se i lavori sui progetti in concorso partono da queste premesse teoriche è però interessante capire anche quali siano gli ambienti e gli esempi a cui gli allievi dell’Accademia di comunicazione si stanno ispirando per i loro lavori. «Per quanto ci riguarda», raccontano così Michele Boscarino, Olga Kotova, Luca Tartarini e Giovanni Tramutola, esponenti di un altro dei gruppi in concorso, «noi abbiamo cominciato dalle nostre case: la stanza di un albergo, infatti, ha come suo scopo primario quello di far sentir a proprio agio i clienti, cercando di creare un’atmosfera di comodità e comfort. Il design, in altre parole, deve parlare un linguaggio comune e semplice, ma allo stesso tempo coinvolgente e invitante». Tra i modelli reali di design alberghiero Michele, Olga, Luca e Giovanni citano quindi una serie di noti brand internazionali, con una spiccata prevalenza di nomi europei, soprattutto scandinavi e spagnoli: «Oltre a Best Western e Novotel pensiamo infatti», concludono i quattro, «a First e Scandic Hotels, nonché a Nh e Ac Hotels».

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