Un “nuovo patto sociale”, che coinvolga tutti gli attori della filiera – imprese, lavoratori, Stato – anche per rendere di nuovo attrattive le professioni del turismo, soprattutto tra i più giovani. Dal palco milanese della terza edizione del Forum Internazionale del Turismo, la scorsa settimana la Ministra Daniela Santanché ha fatto il punto sullo stato di salute del comparto, parlando anche di lavoro. E ha lanciato una proposta: detassare il lavoro turistico per alzare gli stipendi e combattere la precarietà.
Una nuova fiscalità
“Il turismo non può vivere di precarietà permanente: deve tornare a essere una scelta, non un ripiego. Non c’è industria senza persone. Proponiamo un patto di equità – ha detto Santanché – se riduciamo la fiscalità alle imprese turistiche del 10%, quello stesso importo va interamente ai dipendenti in forma di retribuzioni incentivanti, bonus o welfare”. Una nuova misura, nelle intenzioni della Ministra, da affiancare a quelle già assunte negli ultimi mesi, dal piano staff-house alla decontribuzione per il lavoro festivo e notturno prorogato fino a settembre con la manovra di Bilancio.
Scuola e destagionalizzazione
Tra i punti toccati da Santanché anche una proposta inaspettata, della quale da tempo si discute a livello pubblico – e della quale abbiamo scritto anche noi diverse volte in passato – ma che mai era stata presa in considerazione sul piano politico e istituzionale: rivedere il calendario scolastico per favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici.
“La lotta alla stagionalità è tra i punti principali della nostra azione – ha premesso Santanché -. Intendiamo proporre un allineamento graduale del calendario scolastico a modelli europei più moderni, per favorire i flussi interni distribuiti. È ormai risaputo che il nostro calendario scolastico concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno. Questa peculiarità – ha detto ancora la Ministra – non agevola il turismo interno, poiché genera affollamenti stagionali e limita la possibilità per le famiglie di viaggiare in periodi diversi dall’alta stagione“. Da qui la proposta: “Stiamo dialogando con il collega Valditara di avviare un percorso di confronto per lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici, nei quali integrare viaggi alla scoperta dell’Italia più segreta e più vera cioè quella del Made in Italy, e del calendario scolastico, ispirandoci ai modelli europei più moderni e flessibili. Una tale riforma rappresenterebbe un punto di svolta per la destagionalizzazione dei flussi turistici, favorendo una migliore distribuzione delle presenze e contribuendo così sia al benessere delle famiglie che alla crescita sostenibile del settore turistico nazionale”.
La “lotta al nanismo”
Sul fronte strettamente alberghiero, Santanché ha anche parlato della necessità di “smettere di pensare in piccolo” a favore di una visione aggregata e industriale del settore, allineata ai modelli internazionali – ma molto distante dall’attuale frammentazione tipica dell’hospitality italiana, fatta soprattutto di piccole e medie imprese e con tassi di penetrazione da parte dei grandi gruppi alberghieri più bassi di quelli degli altri Paesi.
“Un turismo frammentato è un turismo fragile: servono imprese più forti, strutturate, capaci di stare sul mercato globale – ha detto Santanché -. Il primo nodo strutturale da sciogliere è quello dimensionale: dobbiamo ingaggiare una vera e propria ‘lotta al nanismo’. Oggi circa l’80% delle nostre imprese è composto da realtà singole; questa frammentazione frena la competitività, ostacola i passaggi generazionali e limita la crescita”. Anche qui una proposta: “Stiamo lavorando con il MEF a una finestra di 24 mesi che faciliti in modo mirato i processi di aggregazione delle imprese alberghiere, prevedendo rivalutazioni agevolate degli asset oggetto di aggregazione per minimizzare l’impatto fiscale di chi sceglie di crescere e unirsi“.
Le reazioni
Una relazione che è stata accolta favorevolmente dai rappresentanti del mondo alberghiero, con la presidente di Confindustria Alberghi, Elisabetta Fabri, che ha parlato di “linee programmatiche che delineano un cambio di impostazione che condividiamo pienamente”. Da qui la richiesta di un piano decennale che possa fare ciò di cui c’è bisogno. Ovvero, trasformare le linee guida indicate dalla Ministra in “strumenti operativi e obiettivi di sistema”.
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