I seggi sono chiusi (ognuno trae le proprie valutazioni sui risultati) e comincia la nuova legislatura. Quale sarà il tema degli interventi che riguarderanno il turismo nei prossimi anni?
È indubbio che nel nostro Paese il turismo, come altri settori, soffra per problemi interni ed esterni. Interni, legati a processi gestionali e politiche non sempre coerenti, ed esterni perché la concorrenza mondiale si fa sempre più forte e propositiva. In una situazione come l’attuale è necessario intervenire con determinazione e le possibili azioni interessano molte aree; facciamo un paio di esempi: la promozione all’estero del “prodotto Italia” parcellizzata tra molti soggetti in un’ottica di microcomunicazione, oppure la. fiscalità sul congressuale ( penalizzante per chi opera in Italia in rapporto a quanto avviene in molti paesi, anche nostri concorrenti).
Non ci si può nascondere che in un momento di congiuntura le risorse da dedicare sono limitate, è sul metodo però che bisogna soffermarsi. Leggevo prima delle elezioni, sul Corriere della Sera, un articolo che parlava dell’interesse per la politica di Emanuele Filiberto di Savoia, di quanto in termini di voti valutasse la sua visibilità e parlava dell’attenzione per le vicende del nostro Paese. Tra l’altro riportava che nell’ultimo anno ha girato in lungo e in largo l’Italia: «Lo faccio anche per rendermi conto della situazione. Quest’estate ero in barca alle Eolie e ho potuto constatare le difficoltà del turismo».
Ecco, forse è di questo che non abbiamo bisogno: la gestione del turismo con l’ottica esclusiva di chi ne fruisce. Se ciò fosse sufficiente per diventare esperti, l’Italia ne avrebbe un numero enorme. È necessario ragionare in termini diversi, impostare programmi rigorosi e a lungo respiro; in un contesto sempre più competitivo, operando in maniera concreta si riuscirà, probabilmente, se non a recuperare terreno, almeno a non perderne di ulteriore.
Come gestire il turismo?
Di Antonio Caneva, 12 Maggio 2006
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