Nel settore del turismo e dell’ospitalità, le competenze tecniche e l’esperienza professionale sono fondamentali, ma non sempre bastano da sole – soprattutto in un momento storico che, come spesso raccontiamo anche qui, tende a valorizzare skills personali e capacità comunicative. Ecco, allora, che molte opportunità di carriera nascono da incontri, relazioni e scambi informali che, nel tempo, si trasformano in collaborazioni, segnalazioni o vere e proprie occasioni di lavoro. È qui che entra in gioco il networking: una pratica spesso sottovalutata, ma centrale per chi desidera costruire un percorso solido e duraturo nel mondo dell’hospitality.
Networking, ovvero…
Fare networking – è tuttavia importante chiarire – non significa “collezionare contatti”, bensì costruire relazioni professionali autentiche, basate su interesse reciproco, ascolto e continuità nel tempo. Un aspetto particolarmente rilevante in un settore dove la dimensione umana e relazionale è parte integrante del lavoro quotidiano. Il turismo è, infatti, un settore ad alto grado di interconnessione. Hotel, ristorazione, eventi, tour operator, fornitori e professionisti lavorano in costante relazione tra loro. Questo fa sì che il passaparola professionale, le segnalazioni e le conoscenze dirette possano avere un peso importante nei processi di selezione.
Inoltre, molte strutture – soprattutto boutique hotel, piccole catene e realtà indipendenti – preferiscono affidarsi a candidati già conosciuti o raccomandati, perché riducono il rischio e valorizzano l’affinità culturale. In questo contesto, essere ricordati come professionisti affidabili, curiosi e motivati può aprire porte anche a distanza di mesi o anni da un primo incontro.
Networking e job fair
Tra i contesti che possono favorire e incoraggiare il networking professionale ci sono anche le job fair come la nostra TFP Summit (il cui prossimo appuntamento è un programma a Roma giovedì 12 febbraio), soprattutto quando non si limitano alla semplice raccolta di CV e colloqui, ma includono sessioni formative, workshop, panel di confronto e momenti di networking guidato. Partecipare a una job fair significa entrare in contatto diretto non solo con recruiters ed HR, ma anche con manager, capireparto, formatori, rappresentanti delle associazioni professionali di categoria e altri professionisti del settore. Le conferenze e i momenti di formazione, in particolare, offrono un contesto più informale, ideale per fare domande, condividere riflessioni e iniziare conversazioni che vanno oltre il colloquio tradizionale. In questi spazi, il networking avviene in modo naturale: una domanda posta durante un panel, uno scambio di opinioni dopo un workshop o una conversazione davanti a un caffè o a pranzo possono diventare il primo passo di una relazione professionale futura.
Il mindset giusto
Tuttavia, è fondamentale approcciarsi al networking con il giusto mindset. Uno degli errori più comuni è vivere il networking come un’azione opportunistica o forzata. Al contrario, nel turismo funziona molto meglio un approccio aperto, curioso e orientato allo scambio. Mostrarsi interessati al percorso degli altri, fare domande pertinenti e ascoltare con attenzione è spesso più efficace che parlare solamente di sé. Da parte dei più giovani, studenti e neolaureati, il networking non deve essere vissuto come una richiesta immediata di lavoro, ma come un’occasione per imparare, farsi conoscere e raccogliere consigli. Per i professionisti senior, invece, rappresenta un modo per ampliare la propria rete, confrontarsi su trend e magari individuare nuove direzioni di carriera. In entrambi i casi, la chiave è la coerenza: ciò che si comunica di persona dovrebbe essere allineato al proprio profilo professionale, alle esperienze raccontate e ai valori che si desidera trasmettere.
Come mantenete vivo il contatto
È importante ricordare che il vero valore del networking emerge nel medio-lungo periodo. Dopo una job fair o un evento formativo, il contatto va mantenuto vivo, attraverso un messaggio di ringraziamento, una richiesta di collegamento sui social professionali o con la condivisione di un contenuto rilevante: piccoli gesti che aiutano a consolidare la relazione. Nel settore dell’ospitalità, infatti, dove le carriere sono spesso non lineari e ricche di passaggi, una relazione costruita oggi può rivelarsi decisiva domani, magari per una nuova apertura, un progetto speciale o una collaborazione internazionale. Da questo punto di vista, saper fare networking va considerato, a tutti gli effetti, una soft skill che si traduce nel saper comunicare in modo efficace, nel costruire fiducia, nel rispettare tempi e ruoli e nel mantenere una reputazione professionale positiva. Le job fair che integrano momenti di formazione e confronto aiutano proprio a sviluppare questa competenza, offrendo ai partecipanti occasioni e strumenti utili non solo per trovare un lavoro, ma per costruire la propria carriera di domani.
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