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La nuova vita della moquette

Una serie di innovazioni tecnologiche di ultima generazione potrebbero rilanciare l'interesse dell'hôtellerie italiana per questa tipologia di pavimentazione

Una serie di innovazioni tecnologiche di ultima generazione potrebbero rilanciare l'interesse dell'hôtelleri

Di Vittorio Pedrotti, 20 aprile 2017

Quasi del tutto scomparsa dagli ambienti residenziali e da tempo in forte calo pure nelle strutture ricettive alberghiere. Soprattutto a causa della convinzione che possano essere difficilmente gestibili le operazioni di pulizia, la moquette in Italia non vive oggi certo uno dei suoi momenti più sfolgoranti.
Eppure, allargando lo sguardo oltre la Penisola, essa rimane pur sempre la pavimentazione con la maggiore superficie posata al mondo. Il che sta a indicare che negli altri paesi non si è verificato il calo registrato alle nostre latitudini. E il motivo sta soprattutto nell’utilizzo di moquette di qualità, nonché nella messa in atto di pratiche di manutenzione e pulizia sempre assidue e accurate.
Indubbiamente, la diffusione che la moquette ha avuto oggi e in passato nelle strutture ricettive è dovuta a una serie di benefici, evidenti sia dal punto vista estetico, con la possibilità di personalizzazione del disegno, sia funzionale. Tra questi risultano particolarmente condivisi i vantaggi in termini di isolamento acustico, soprattutto in quegli ambienti in cui l’insonorizzazione gioca un ruolo fondamentale per il comfort nell’area delle camere. Ma anche quelli in fatto di isolamento termico, che consentono pure un risparmio energetico sulle spese di riscaldamento. A ciò si aggiunga infine la facilità di posa e di sostituzione: elementi essenziali, in contesti nei quali le tempistiche di manutenzione devono essere ridotte al minimo.
Ciò premesso, alla luce dei più recenti sviluppi tecnologici, ritengo che oggi molti pregiudizi sull’utilizzo della moquette possano essere riconsiderati. Anzi, le ultime innovazioni donerebbero a tale soluzione una serie di caratteristiche, per alcuni aspetti superiori e introvabili nelle pavimentazioni lisce tradizionali.
Esiste per esempio un brevetto di una società italiana dedicato a un filato completamente riciclabile e strutturato in tre fili, il cui intreccio dà luogo alla possibilità di attirare le polveri sottili presenti nell’ambiente. La qualità dell’aria risulta così notevolmente migliorata, in quanto la concentrazione di particolato può essere ridotta anche di otto volte rispetto ai pavimenti lisci, e di quattro volte rispetto alle normali moquette. Soprattutto le persone affette ad allergie potrebbero perciò trovare notevole beneficio nel soggiornare in ambienti dotati di questo tipo di moquette. Più in generale, la presenza e le dimensioni delle polveri sottili sono determinanti per la qualità dell’aria in qualsiasi contesto. Ma dato che queste particelle sono per definizione invisibili, anche gli ambienti più puliti possono non dare garanzie assolute in tale direzione. Oggi peraltro l’inquinamento negli ambienti chiusi è spesso eccessivo, con conseguenti ripercussioni sulla salute e sul benessere delle persone.
Sicuramente innovativi sono poi anche i cosiddetti «luminous carpets», che integrano la tecnologia led con la moquette. Il risultato finale è una soluzione di pavimentazione estremamente funzionale, che dà la possibilità di visualizzare una grafica sulla superficie calpestabile. Disegni e scritte luminose risultano inserite nello spessore della moquette, senza che con ciò vi sia alcun problema in caso di versamento di liquidi, e senza al contempo pregiudicare nessuna operazione di manutenzione e pulizia.
L’illuminazione sottostante a led è inoltre collegata alla rete elettrica e al network informatico dell’edificio, permettendo in questo modo di visualizzare scritte pre-programmate, come per esempio le indicazioni sulla direzione da prendere per raggiungere aree specifiche dell’hotel, oppure dei messaggi personalizzabili con dispositivi mobili (tablet e smartphone), in modo da proporre una comunicazione ad hoc di sicuro effetto emozionale.

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