La situazione è grave, e forse anche seria, potremmo dire citando le parole dello scrittore Ennio Flaiano. Alle porte dell’alta stagione estiva il mondo del turismo si trova a fronteggiare le conseguenze della gravissima crisi internazionale scatenata dalla guerra di USA e Israele all’Iran, con un inatteso cambio al vertice del Ministero del Turismo – come raccontiamo in questo approfondimento dall’ultimo numero del nostro magazine, sfogliabile per intero a questo LINK.
Le questioni sul tavolo del nuovo Ministro Mazzi
Le dimissioni dell’ex Ministra Daniela Santanché, richieste ed evocate per mesi, sono arrivate nei giorni scorsi in un momento molto delicato per il settore, lasciando di fatto aperte sul tavolo di via di Villa Ada molte questioni urgenti. Non ultime quelle che gli operatori del turismo avevano esposto direttamente a Santanché giusto una manciata di giorni prima del referendum il cui risultato ha provocato lo scossone nel Governo: ristori, tagli alle accise per il carburante, l’ipotesi di un fondo europeo emergenziale.
A occuparsene sarà ora il nuovo Ministro, nominato subito prima di Pasqua, Gianmarco Mazzi. Classe 1960, veronese, deputato di FdI, un passato da manager della tv e degli eventi, Mazzi ricopriva fino a pochi giorni fa il ruolo di Sottosegretario alla Cultura con delega all’Unesco. “Il turismo – ha detto in occasione del giuramento al Quirinale – è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana”.
Gli effetti della crisi internazionale
E proprio con i numeri dovrà subito fare i conti il neo Ministro, a partire da quelli relativi agli effetti del conflitto in Medio Oriente. Guardando all’outgoing, secondo un’analisi realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, dall’inizio delle ostilità a oggi si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico complessivo che, nelle prime settimane, raggiunge già quasi 100 milioni di euro. Una cifra che per le agenzie di viaggi comprende il valore delle riprotezioni, dei rimborsi dei pacchetti, la perdita delle commissioni, le eventuali penali trattenute dai fornitori e l’aumento del carico di lavoro necessario per gestire modifiche, annullamenti e pratiche di assistenza. Il fenomeno non riguarda solamente le partenze previste nei giorni immediatamente successivi all’avvio del conflitto, ma anche i viaggi programmati per i prossimi mesi sia sulle destinazioni direttamente coinvolte e su quelle limitrofe, sia sulle mete a lungo raggio in Asia, Sud-Est Asiatico e Oceania che utilizzano come hub gli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi.
L’impatto sul turismo interno
Poi c’è l’impatto sull’Italia, che pure registra un rallentamento nei flussi turistici internazionali e un certo grado di “congelamento” delle prenotazioni per la stagione primaverile ed estiva. Un effetto che l’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, al momento, ha stimato essere “asimmetrico” colpendo in particolare le città d’arte e il segmento lusso a Venezia, Roma e Firenze, destinazioni che più risentono della forte esposizione verso i mercati del Medio Oriente – Israele, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Kuwait – e dell’Asia, con Cina e Giappone in testa.
Sicurezza e caro-fuel
Già per la Pasqua Federalberghi ha rilevato “una certa sensibilità al tema della sicurezza” degli italiani e un possibile rischio per gli impatti delle tensioni internazionali sul turismo alto spendente che proviene dall’altra parte dell’Oceano. Di fatto, secondo le stime dell’associazione degli albergatori, sono stati 10,6 milioni gli italiani in viaggio nei giorni scorsi, in calo rispetto agli 11,3 milioni della Pasqua scorsa, che pure era stata lunga perché unita ai ponti di primavera.
Oltre alla percezione di sicurezza, sul lungo raggio sono soprattutto le paventate difficoltà di approvvigionamento del carburante per aerei e navi e il caro-fuel a preoccupare, con un inevitabile aumento del costo dei biglietti che rischia di essere scaricato in larga parte sui viaggiatori, frenando i flussi da e per l’estero.
L’incognita prezzi sull’estate
Un’occasione d’oro per il turismo interno e di prossimità, soprattutto balneare, in vista dell’estate? Forse. Ma anche in questo caso, come già è successo in altri momenti di crisi, bisognerà stare attenti alla corsa eccessiva al rialzo dei prezzi, trainato dal possibile incremento della domanda. Aumenti che, tra l’altro, si troverebbero a fare i conti con una capacità di spesa per viaggi e turismo delle famiglie italiane ridimensionata, a sua volta, proprio dall’aumento dei prezzi dei beni di consumo che la crisi petrolifera già sta determinando.
Insomma, uno scenario complicato, legato a filo doppio sia alla crisi internazionale che alle incertezze interne, rispetto al quale le associazioni di categoria del settore, nel dare il benvenuto al Ministro Mazzi, hanno ribadito la necessità di un confronto rapido e concreto, di attenzione, stabilità e scelte chiare e tempestive.
Comments are closed