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Il nuovo equilibrio del MICE: i dati dell’Osservatorio OICE

Dopo il rilancio e il rimbalzo del periodo post-pandemia, la meeting industry italiana entra in una fase di consolidamento, caratterizzata da una maggiore quota di eventi internazionali, da meeting di minore durata media, ma con un più alto numero medio di partecipanti (e con gli hotel che si confermano la tipologia di sede più utilizzata): tutti i dati

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Di Job in Tourism, 13 Luglio 2026

Il MICE si conferma segmento rilevante della travel industry italiana. La conferma arriva dai dati annuali dell’OICE, l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI-Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica, di cui si è discusso la scorsa settimana nel corso di un convegno a Roma.

I dati

Nel 2025 il segmento degli eventi e dei congressi – dicono i numeri – ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro, con un tasso medio annuo di crescita composto, tra il 2022 e il 2025, del 6,4%. In totale, in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi per un totale di 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze. Numeri che riflettono una “fase di consolidamento”, all’interno di uno scenario globale complesso dal punto di vista economico, politico e sociale.

Secondo l’Osservatorio dei Congressi e degli Eventi-OICE, nonostante la razionalizzazione delle risorse le imprese continuano a essere il mercato di riferimento (61,4% degli eventi), ma cresce il mercato associativo (24,4% degli eventi). Relativamente alla provenienza dei partecipanti, la quota degli eventi nazionali diminuisce passando dal 39,4% del 2024 al 32,3% mentre cresce quella degli eventi locali passando dal 47,2% al 54,8%. La quota degli eventi internazionali (12,9%) rimane elevata anche nel 2025, nonostante la leggera flessione rispetto al 2024 (quando aveva raggiunto il 13,4%), registrando comunque un valore superiore a quello del 2019 (9,8%).

Le location

Dal punto di vista geografico, il Nord, che concentra più della metà delle sedi (53,4%), ha ospitato oltre la metà degli eventi (59,1%) con un aumento rispetto al 2024 dell’1,8%. Il Centro ha registrato il 23,7% degli eventi, il Sud il 10,9% e le isole il 6,3%.

Gli alberghi con sale meeting si confermano la tipologia di sede più utilizzata e, infatti, hanno concentrato il 76,6% degli eventi totali, il 50,8% dei partecipanti e il 51,1% delle presenze. I centri congressi e fieristico congressuali, decisivi per attrarre i grandi eventi e congressi internazionali, hanno ospitato il 2,3% degli eventi, l’11,6% dei partecipanti e il 15,4% delle presenze totali.

Spazi “non convenzionali” e nuovi trend

“Il mercato – è l’analisi di Federcongressi – è in una fase matura e, contemporaneamente, di grandi cambiamenti. Congressi ed eventi business quali meeting, convention e incentive sono sempre più strategici e caratterizzati dal bisogno da parte della clientela di generare valore attraverso nuovi format e processi organizzativi e la scelta anche di spazi ‘non convenzionali’, cioè che non hanno come core business ospitare eventi e che non sono stati progettati con questa finalità”. Questa tipologia di spazi, infatti, nel periodo dal 2014 al 2025 ha incrementato il numero di eventi ospitati a un tasso medio annuo composto del 6,6%, con un forte slancio soprattutto dopo la pandemia, crescendo dal 2022 mediamente all’anno del 12,5%.

“Dopo il rilancio e il rimbalzo del periodo post-pandemico – ha contestualizzato Roberto Nelli, docente di Marketing all’Università Cattolica e responsabile scientifico della ricerca – la meeting industry italiana entra in una nuova fase di equilibrio caratterizzata, rispetto al 2019, da una maggiore quota di eventi internazionali, da meeting di minore durata media, ma con un più alto numero medio di partecipanti. Nel 2025 gli eventi da più di un giorno hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro-capite complessiva di 312 euro, il 3,7% in più sul 2024”.

Gli investimenti

Sul fronte degli investimenti, formazione del personale e riqualificazione degli spazi guidano gli interventi messi in atto dalle sedi, confermando come capitale umano e qualificazione del prodotto siano driver fondamentali per accrescere la competitività del settore.

“Il nostro – ha commentato la Presidente di Federcongressi, Gabriella Gentile – è un settore strategico, dove il dialogo con le istituzioni deve essere continuo e orientato alla costruzione di strategie condivise, non solo per ricevere il sostegno economico fondamentale per garantire la competitività internazionale dell’Italia quale sede di congressi ed eventi, ma anche per creare le condizioni che permettano alla meeting industry di esprimere al meglio il suo potenziale in termini di crescita economica, valorizzazione dei territori, destagionalizzazione dei flussi turistici, sviluppo di turismo di qualità e promozione del brand Italia e del suo patrimonio artistico, naturale e industriale”.

 

 

 

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