L’industria alberghiera italiana chiude il trimestre estivo luglio-settembre confermando una forte capacità di tenuta e, soprattutto, un incremento significativo della redditività. È quanto emerge dagli ultimi dati dell’Italian Hotel Monitor, che segnala una crescita del prezzo medio nazionale delle camere, salito a 164,76 euro, con un incremento del +6,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Rimane stabile, invece, il tasso di occupazione complessivo, che si attesta al 78,3%, mostrando una sostanziale stabilità con una lievissima flessione fisiologica (-0,6 punti) rispetto all’estate precedente.
L’impatto sul mercato italiano
Se da un lato quindi il trend dell’occupazione è sostanzialmente stabile, diverso è il discorso per l’ADR il cui incremento si fa sentire soprattutto sulla capacità di spesa della clientela italiana, sempre più attenta al budget dedicato alle vacanze a causa da un lato della perdurante stabilità dei redditi e dall’altro dell’ulteriore riduzione del potere d’acquisto. Il confronto anche rispetto al 2024 lo evidenzia: a fronte di una lieve flessione dell’occupaziome di 0,4 punti, il prezzo medio camera cresce di 8,7 punti percentuali.
La performance per segmenti
L’analisi per tipologia di struttura mette in luce dinamiche interessanti che ridefiniscono le performance dei diversi segmenti, segnala l’analisi dell’Italian Hotel Monitor. Gli hotel di fascia altissima mantengono, infatti, una stabilità millimetrica nei volumi, con il 70,5% di occupazione, identico al 2025, a fronte di una crescita del prezzo medio del +2,6%, che tocca quota 691,78 euro. Il segmento a 4 stelle fa registrare un’occupazione del 78% con tariffe medie a 159,39 euro (+2,1% sul 2025) ed è ottima la performance per i 3 stelle, che registrano il tasso di riempimento più alto (80,1%) e l’incremento di prezzo più marcato, salendo a 75,79 euro (+3,5%).
La forza del Centro
A livello territoriale, è l’Italia centrale a guidare la classifica del riempimento e della spesa media, posizionandosi al vertice per tassi di occupazione (79,8%) e prezzo medio (190,05 euro). Il Nord-Est si conferma area ad altissima densità turistica estiva, tallonando il Centro con il 79,5% di stanze vendute, a una tariffa media di 130,71 euro. Il Sud e le Isole difendono i volumi con un solido 77,5% di occupazione (prezzo medio pari a 119,73 euro), mentre il Nord-Ovest chiude al 73,8% di stanze occupate con una spesa media di 181,98 euro.
Le città
L’Osservatorio ha poi isolato le performance delle destinazioni leader, evidenziando una forte polarizzazione tra le mete balneari e lagunari e le città d’arte. Per quanto riguarda i prezzi delle camere nel segmento luxury, Venezia si conferma la destinazione più esclusiva d’Italia con una tariffa media di 765,68 euro, seguita da Firenze (689,48 euro), Milano (680,25 euro) e Roma (673,48 euro). Nel mercato upscale le classifiche nazionali si spaccano nettamente tra tassi di riempimento e valore della camera, con Rimini regina della room occupancy (86,3%) e Como prima per prezzo media camera (253,24 euro).
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