Meno ricerca della perfezione e più spazio a crescita personale, flessibilità e scoperta. Vanno in questa direzione viaggi e soggiorni in hotel, almeno stando alle analisi del nuovo Trend Report 2027 prodotto da una delle più grandi compagnie alberghiere globali, Hilton. L’indagine, intitolata “The Great Rebalance: how travelers are expecting to reset and recalibrate” e condotta in collaborazione con Morning Consult su oltre 14mila viaggiatori in 14 Paesi, mostra come nel 2027 i viaggiatori daranno priorità soprattutto a esperienze capaci di aiutarli a ritrovare equilibrio, acquisire nuove prospettive e valorizzare al massimo il tempo trascorso lontano da casa.
L’ascesa del “all’incirca”
Il primo aspetto a emergere è come i viaggiatori stiano abbandonando la pressione di dover aderire all’idea di “viaggio perfetto” degli altri definendo sempre più il viaggio secondo i propri desideri. Cresce anche l’interesse per il viaggio “quasi soli”, che segnala una tendenza più ampia verso un equilibrio tra indipendenza e connessione, con quasi un viaggiatore su tre che ha viaggiato da solo per poi incontrare amici o familiari a destinazione.
Il tocco umano
Particolarmente rilevante per l’ospitalità è il dato relativo alla competenza umana, ancora capace di fare la differenza: in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale entra sempre più nella pianificazione dei viaggi, infatti, il tocco umano diventa il vero elemento distintivo, sia nel servizio che nelle scelte di viaggio. Rispetto a queste ultime, conta sempre molto il parere di amici e parenti, ma i viaggiatori attribuiscono grande fiducia anche allo staff degli hotel: il 70% li considera una risorsa affidabile per la pianificazione del viaggio.
Perché partire
Guardando alle motivazioni, dal sondaggio si evince che il viaggio sta diventando qualcosa di più di una pausa dalla quotidianità ed è sempre più considerato un catalizzatore di crescita personale, al punto che i benefici iniziano spesso ancora prima della partenza: tre viaggiatori su quattro concordano, infatti, che avere un viaggio in programma dia loro un obiettivo verso cui tendere.
Viaggiare è sempre più anche un percorso di crescita personale, con il 42% degli intervistati che afferma di aver scoperto nuovi interessi o passioni grazie a un viaggio, e di un benessere basato su una connessione più profonda con sé stessi, l’ambiente circostante e gli altri. In modo particolare, il 79% dichiara che l’aria fresca e la vita all’aria aperta sono essenziali per rilassarsi durante un viaggio, mentre più della metà trascorre più tempo immersa nella natura in vacanza rispetto a quanto faccia a casa. I viaggiatori cercano poi esperienze capaci di creare un legame più profondo con la destinazione.
Il micro-travel
Infine, il micro-travel: con il tempo diventato una delle risorse più preziose e limitate per le persone, invece di aspettare l’occasione perfetta per partire, i viaggiatori scelgono sempre più spesso soggiorni più brevi e frequenti, facili da organizzare e da integrare nella vita quotidiana. Il 67% ama pianificare viaggi che permettano di vivere molte esperienze in poco tempo, mentre il 63% preferisce soggiornare in una posizione centrale, con numerose attività e attrazioni nelle vicinanze.
La centralità del phygital
“Stiamo osservando come i viaggiatori siano sempre meno interessati alla definizione di perfezione data dagli altri e sempre più concentrati sul pianificare i propri viaggi secondo le proprie esigenze – ha commentato Chris Nassetta, President and Chief Executive Officer di Hilton -. Il report di quest’anno conferma che le persone cercano esperienze che si adattino alla loro vita, che permettano loro di ricaricarsi e che generino un valore capace di durare anche molto tempo dopo il rientro. Con l’evolversi delle aspettative dei viaggiatori, saranno le nostre innovazioni phygital – che uniscono in modo fluido ambienti fisici e interazione umana con prodotti digitali – ad aiutare gli ospiti a vivere al meglio l’esperienza di viaggio, rafforzando al tempo stesso fiducia e fidelizzazione”.
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