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Indicatori alberghieri: RO stabile, cresce l’ADR

L'analisi trimestrale dell'Italian Hotel Monitor, elaborato da Trademark, Italia registra segnali positivi nel primo periodo dell'anno, ma sottolinea anche come l'aumento del livello dei prezzi si scontri con la ridotta capacità di spesa della clientela italiana, sempre più alla ricerca di soluzioni di alloggio alternative, in particolare quelle proposte dagli appartamenti turistici

L'analisi trimestrale dell'Italian Hotel Monitor, elaborato da Trademark, Italia registra segnali positivi ne

Di Job in Tourism, 29 Aprile 2026

Si è chiuso con un andamento positivo il primo trimestre dell’anno per l’industria alberghiera nazionale. I dati sono quelli periodici dell’Italian Hotel Monitor, elaborato da Trademark Italia, che per il periodo gennaio-marzo ha registrato un’occupazione sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (-0,1%) a fronte di un incremento medio del prezzo camera del +9%, con l’average daily rate che passa da 131,23 a 143,09 euro, grazie in particolare a un consolidamento del movimento turistico sia business che leisure proveniente dai mercati internazionali.

Prezzi e capacità di spesa

Un dato, dunque, positivo che, se confrontato con il 2023, evidenzia un’ulteriore crescita del prezzo medio camera del +23,8%. Tuttavia, rileva Trademark Italia,  l’aumento del livello dei prezzi si scontra con la ridotta capacità di spesa della clientela italiana, sempre più alla ricerca di soluzioni di alloggio alternative, in particolare quelle proposte dagli appartamenti turistici.

I segmenti

Per quanto riguarda le diverse tipologie ricettive, i dati confermano il consolidamento del settore luxury (5 stelle), in crescita rispetto al 2025 per ADR (+4,6%) e Room Occupancy. (+0,7 punti), di quello upscale (4 stelle) che cresce per ADR (+8,2%) e resta sostanzialmente stabile per R.O. (-0,5 punti), così come di quello midscale (3 stelle), che incrementa sensibilmente i prezzi (+8,2%) a fronte di una leggera crescita della R.O. di 0,3 punti.

Analizzando l’andamento dell’occupazione su scala nazionale, tra le 39 città monitorate ne emergono ben 22 oltre la simbolica quota (gestionalmente parlando) del 60% di occupazione camere, con Milano oltre quota 70% (74,2%), seguita da Firenze (68,5%), Pescara e Udine (67,5%), Bologna (67,4%) e Bergamo (67,3%). Per quanto riguarda invece il prezzo medio di vendita, al vertice del ranking si posiziona Milano (224,34 euro) che fa registrare un +30,1% rispetto allo scorso anno – probabilmente sulla spinta delle Olimpiadi invernali – superando Venezia, dove il prezzo medio camera è di 217,41 euro, in crescita di 1 punto percentuale rispetto al 2025). Seguono Firenze (173,18 euro, +2,3% sul 2025) e Roma (160,29 euro, +3,3% sul 2025).

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