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Prenotazioni alberghiere: tutti i trend italiani

Si consolida la quota di mercato rappresentata dal booking diretto tramite i siti degli hotel, ma anche la tendenza alla destagionalizzazione e all’anticipo: la fotografia di SiteMinder

Si consolida la quota di mercato rappresentata dal booking diretto tramite i siti degli hotel, ma anche la te

Di Job in Tourism, 27 Febbraio 2026

Sempre più anticipate, internazionali e distribuite durante l’anno, con Booking ed Expedia a farla da padrona incalzate, però, dai canali diretti. È la fotografia delle prenotazioni alberghiere scattata da SiteMinder, che ha pubblicato i dati italiani dell’annuale “Hotel Booking Trends”.

Le tendenze del booking

Nel 2025, dunque, in Italia si conferma un’evoluzione delle abitudini di viaggio. Spinti da una crescente attenzione ai prezzi, i viaggiatori hanno prenotato gli hotel italiani mediamente 35 giorni prima dell’arrivo previsto, facendo aumentare il lead time medio del 4% rispetto al 2024. Il dato segna il più alto aumento annuo dei tempi di prenotazione di qualsiasi Paese e colloca l’Italia al di sopra della media globale di 32 giorni.

Continua a evolvere anche l’andamento della domanda alberghiera, che lo scorso anno ha registrato una distribuzione più estesa, in continuità col trend dell’anno precedente. Sebbene, infatti, luglio e agosto siano rimasti i mesi di punta, nel 2025 hanno inciso meno sul totale delle prenotazioni rispetto al 2024: luglio è sceso dall’11,09% al 10,77% e agosto dal 10,78% al 10,71%. Questi lievi cali sono stati ampiamente compensati da una quota crescente di prenotazioni effettuate per quelli che sono ancora considerati mesi di bassa stagione: la quota di aprile, l’anno scorso particolarmente favorita dalla combinazione tra Pasqua e i ponti 25 aprile e 1° maggio, è aumentata dal 7,84% all’8,37%, mentre quella di maggio è passata dal 9,39% al 9,56% e giugno dal 9,81% al 10,18%. Allo stesso tempo la domanda si mantiene più regolare in tutti i mesi, sostenuta anche dall’effetto del Giubileo a Roma, con sensibili incrementi anche per i mesi di gennaio, febbraio e dicembre.

Per quanto riguarda la durata, a fronte di una lieve flessione nelle richieste per soggiorni di una sola notte, si registra una crescita generalizzata per tutte le altre tipologie di permanenza. Nello specifico, i pernottamenti di 2 notti crescono del 30,52% rispetto al 2024, seguiti dai soggiorni di 3-4 notti (+25,31%) e 5-6 notti (+22,33%). Anche i soggiorni di durata settimanale o superiore mostrano un incremento significativo (+30,67%). 

Mercati e tariffe

Si conferma anche il primato dei check-in internazionali, che si attestano al 67,09% del totale, a fronte della quota del 32,91% di quelli nazionali. Il tasso di cancellazione, pari al 21,33%, mostra un lieve rialzo (+0,56%), riconducibile all’estensione del periodo medio di prenotazione anticipata.

Venendo alle tariffe, la notte più costosa si conferma il venerdì, a 227 euro, e la domenica la meno cara a 204 euro. Nel dettaglio, le tariffe medie più elevate si sono registrate a maggio, con un ADR di 244 euro. Le tariffe di luglio e agosto sono state in media rispettivamente di 220 e 210 euro, mentre a partire da settembre si registra una tendenza al ribasso dei prezzi, che si è accentuata in modo particolare nel mese di novembre, con la tariffa media più bassa pari a 167 euro.

Come cambiano le abitudini di viaggio

“Il picco estivo resta una stagione fondamentale per gli hotel italiani, ma lo spostamento verso una pianificazione anticipata e viaggi al di fuori dei mesi estivi è un cambiamento positivo – analizza Simone Portaluri, Regional Manager di SiteMinder per l’Italia –. L’orientamento al valore guida le scelte di chi desidera vivere il Bel Paese: la massimizzazione del budget si sposa con la ricerca di contesti meno affollati e più autentici, privilegiando il benessere e la qualità dell’esperienza. Per il settore alberghiero italiano – aggiunge – questo rappresenta un’importante opportunità. Finestre di prenotazione più ampie offrono infatti alle strutture più tempo per coinvolgere gli ospiti prima dell’arrivo, valorizzando l’esperienza con proposte mirate di upselling su servizi distintivi e pacchetti dedicati, soprattutto al di fuori dei periodi di punta. Se i viaggiatori prenotano in anticipo, anche gli albergatori dovrebbero intercettarli prima nel loro percorso di prenotazione, in modo da poter rispondere alla crescente attenzione ai costi, pur mantenendo un approccio più proattivo per aumentare i ricavi”.

I canali di prenotazione

Infine, l’analisi sui canali di prenotazione, che vede ai primi posti ancora Booking.com ed Expedia Group, seguiti però dalle prenotazioni dirette attraverso il sito dell’hotel. “Insieme a Germania e Portogallo – spiega il report – l’Italia rientra tra i tre mercati a livello globale in cui nel 2025 la classifica dei primi otto canali che generano più ricavi per gli hotel è rimasta invariata. Airbnb ha raggiunto il nono posto, un record assoluto, grazie alla crescente popolarità della piattaforma anche in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. A livello globale, sul fronte della redditività, i canali di prenotazione diretta dai siti degli hotel mantengono la posizione di testa con un aumento del 4,25% rispetto alla scorsa rilevazione, attestandosi a una media di 475,72 euro. Si tratta di un risultato coerente con l’andamento degli ultimi cinque anni, che vede i siti web degli hotel crescere a un ritmo medio del 3,9% annuo”.

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