Mentre a livello istituzionale le politiche per le famiglie faticano a stare al passo coi tempi – è di questi giorni la notizia della bocciatura della proposta per il congedo partitario esteso a 5 mesi anche per i papà – spetta sempre più spesso alle aziende farsi carico di misure di welfare volte a favorire la conciliazione. Dai congedi estesi a carico delle imprese a bonus di vario tipo passando per l’erogazione di servizi, anche il mondo dell’hôtellerie si muove sempre più spesso in questa direzione.
Un bonus per l’asilo nido
Un esempio è quello del bonus per il pagamento della retta degli asili nidi introdotto già da alcuni anni dal gruppo Lungolivigno Hotel&Valico Fashion. “Tra le nostre collaboratrici ci sono sempre più mamme, ma a Livigno non c’è un’adeguata copertura di posti di asili nido – racconta l’HR Director del gruppo, Mattia Ronco -. Così, già da alcuni anni, abbiamo pensato di andare incontro alle esigenze dei neogenitori con un proposta di welfare per l’asilo: un bonus da 25o euro al mese per il pagamento della retta del nido. È un modo per agevolare il rientro al lavoro delle donne – evidenzia Ronco –. Ed è inutile dire che il riscontro è sempre molto positivo”.
Investire sul welfare
D’altra parte, come raccontiamo spesso anche qui, oggi sono soprattutto gli investimenti su welfare, qualità del lavoro e formazione a premiare e a rendere le aziende più attrattive verso i candidati, facilitando il recruiting, sia lato attraction che retention. E da questo punti di vista il welfare familiare rappresenta sicuramente una leva strategica sulla quale puntare anche per il futuro.
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