Dopo avere analizzato le principali caratteristiche del contratto di franchising e i vantaggi e svantaggi per il franchisor, ci occuperemo dei pro e contro che questa formula comporta per il franchisee e approfondiremo l’argomento rispondendo alle mail giunte nei giorni scorsi.
Cominciamo descrivendo i vantaggi e gli svantaggi dal lato dell’affiliato.
I pro e i contro per il franchisee:
Pro
Riduzione del rischio di insuccesso e rapido ingresso nel mercato
Contenimento dei costi, soprattutto in fase iniziale, dovuto alla notorietà del marchio
Opportunità di accedere a un portafoglio clienti già conquistati
Formazione del personale a carico del franchisor
Relazioni già consolidate con istituti di credito e possibilità di ottenere beni e approvvigionamenti a costi ridotti, per via del maggiore potere d’acquisto di tutti i franchisee presenti sotto la stessa insegna
Consulenze da parte di professionisti specializzati, forniti dall’affiliante
Contro
Possibile limitazione dell’autonomia imprenditoriale, a causa di vincoli contrattuali troppo rigidi e controlli troppo frequenti
Rischi di deterioramento di immagine derivanti da scelte operate dalla catena e, quindi, non dipendenti dall’operato del franchisee
Proseguiamo cercando di chiarire i dubbi che ci avete posto:
franceschini67@tiscali.it ci scrive: Se il franchisee non ottiene i risultati attesi in termini di rendimento, può rescindere il contratto?
Uno degli aspetti fondamentali nella stipula di un contratto di franchising sta nell’assistenza da parte del franchisor e nella redazione del business plan, documento essenziale per il futuro franchisee, richiesto dalle banche come sostegno per la concessione di prestiti. Il business plan è previsionale e basato sui risultati ottenuti dagli altri hotel del network. Solitamente il contratto di franchising contiene una clausola che eviti richieste, da parte del franchisee, di danni o compensazioni nel caso in cui i profitti netti siano inferiori rispetto alle previsioni. Non è facile, per il franchisor, garantire un profitto netto o un giro d’affari, a causa delle numerose variabili, tra cui l’effettivo apporto lavorativo del franchisee al sistema. In ogni caso, qualora il franchisor garantisse esplicitamente dei profitti netti e si potesse dare prova reale delle garanzie ricevute nella sottoscrizione, si potrebbe chiedere il recesso dal contratto o una compensazione nella misura della garanzia ricevuta. È però necessaria la prova scritta della garanzia e la dimostrazione di non avere ottenuto risultati previsti, pur avendo diligentemente seguito il sistema del franchisor.
g.cattaneo@astoria_hotel.it ci scrive: Può il franchisor affiliare più alberghi sotto lo stesso marchio nella medesima zona, contribuendo a creare ulteriore concorrenza per i franchisee già operativi?
Il contratto di franchising può prevedere un’esclusiva territoriale sia in relazione ad altri affiliati, sia in relazione ad alberghi direttamente gestiti dall’affiliante. In realtà, i vincoli all’apertura di alberghi nello stesso ambito territoriale sono dettati dalle potenzialità del mercato e, quindi, dal bacino di utenza che caratterizza la zona. Nelle grandi città esistono più strutture appartenenti allo stesso marchio, mentre in ambiti più ristretti sono previste limitazioni per non compromettere le quote di mercato dei singoli alberghi.
daveriof@libero.it ci scrive: Quali sono gli elementi da prendere in considerazione per la scelta del franchisor giusto?
Scegliere con quale insegna lanciare la propria attività richiede una serie di step di fondamentale importanza. Di seguito elenchiamo, in breve, una serie di suggerimenti per valutare il franchisor e ridurre il rischio di insuccesso:
raccogliere il maggior numero di informazioni possibile attraverso tutti i mezzi disponibili (riviste specializzate, internet, quotidiani…);
esaminare il mercato, la compatibilità del marchio con i target ipotizzabili e le potenzialità della location in cui è inserita la struttura, avvalendosi del contributo di una società di consulenza in grado di fornire precise indicazioni sulla fattibilità dell’operazione;
maggiore attenzione nell’eventualità che la catena sia di recente costituzione poiché, in questo caso, la scarsità degli alberghi pilota, gestiti direttamente, potrebbe offrire un minor livello di garanzia e trasformare la stessa affiliazione in un test sul mercato del nuovo concept;
controllare che il sistema di franchising sia effettivamente in linea con le proprie disponibilità finanziarie, attraverso una minuziosa valutazione dell’investimento;
verificare, con l’aiuto di un esperto, la situazione finanziaria del franchisor, rintracciando dati di bilancio degli ultimi esercizi del franchisor e procedendo a una verifica;
controllare con estrema attenzione il contratto di franchising, ovvero prendere tempo per analizzare il contratto, anche con l’aiuto di un consulente legale. La legge del franchising in vigore prevede la consegna, da parte del franchisor, del contratto di affiliazione al potenziale affiliato, 30 giorni prima della data stabilita per la sottoscrizione.
Vi ricordo l’indirizzo a cui potete scriverci:
info@rdhospitality.it.
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