Si è chiusa lo scorso 26 febbraio a Bari la stagione 2025-2026 di TFP Summit – Turismo Formazione Professioni, la nostra job fair itinerante dedicata all’incrocio tra domanda e offerta di lavoro nell’ospitalità e nel turismo, alla formazione e al networking professionale. Cinque tappe da Nord a Sud Italia – Verona, Firenze, Milano, Roma e Bari – che a partire dallo scorso settembre hanno visto la partecipazione di più di 60 aziende del settore, tra hotel indipendenti, catene alberghiere nazionali e internazionali, resort, villaggi turistici, centri termali, compagnie di crociera e agenzie interinali in cerca di talenti. Oltre 4850 i candidati che nelle diverse giornate si sono presentati per sostenere i colloqui di lavoro per centinaia di posizioni aperte.
Lo stato del recruiting
Come raccontiamo in questo approfondimento dall’ultimo numero del nostro magazine (sfogliabile per intero a questo link), a ogni data la job fair è stata l’occasione per fare il punto sullo stato del recruiting nel settore che, hanno raccontato Responsabili HR e General Manager, pare essersi lasciato definitivamente alle spalle il periodo nero del post-pandemia. Il turnover ha infatti rallentato il ritmo forsennato assunto negli ultimi anni, la composizione dei team si è stabilizzata, anche nelle strutture stagionali, e un po’ alla volta anche i giovani – i più difficili da reclutare – stanno tornando ad avvicinarsi al settore.
Le criticità del settore
Un quadro tutto sommato positivo nel quale, tuttavia, permangono alcune criticità: la difficoltà a reperire personale per alcuni ambiti, in particolar modo per la Cucina e la Sala, e il permanere del disallineamento tra le competenze effettivamente possedute dai candidati e quelle richieste da un settore che continua ad alzare l’asticella della guest experience per rimanere competitivo sul piano internazionale. Le competenze linguistiche, soprattutto, sono quelle dove si riscontrano le maggiori carenze, anche rispetto alla conoscenza basic dell’inglese che le aziende turistiche considerano un prerequisito fondamentale e che molto spesso chi cerca lavoro non possiede.
Focus formazione
Non a caso è proprio sulle lingue, così come su aspetti strettamente operativi oltre che sulle soft skills, che si è spostata l’attenzione delle risorse umane alberghiere. Il recruitment finalmente più gestibile ha permesso, infatti, di fare focus su iniziative di formazione interne e programmi di welfare. Una maggior attenzione alla qualità dell’ambiente e delle relazioni di lavoro pare essere il principale lascito positivo degli ultimi, difficili anni. Dai programmi di sostegno psicologico ai bonus per i genitori passando per la conferma dei turni 5 giorni su 7 e il rispetto degli orari fino ai corsi su leadership e comunicazione efficace, le realtà più importanti del settore paiono muoversi da questo punto di vista in maniera compatta, con una visione e iniziative simili.
Networking e scuole
Anche di questo si è parlato durante le diverse tappe di TFP Summit, sia nei momenti di formazione che hanno visto la partecipazione di esperti e associazioni professionali di categoria, sia nelle chiacchiere informali tra uno stand e all’altro o davanti a un caffè. Occasioni che hanno riconfermato il ruolo della job fair anche come momento di networking per chi si occupa di recruiting, utile a confrontarsi con i colleghi su situazioni, difficoltà e progetti spesso comuni, ma difficilmente condivisi.
Consolidato, infine, l’appuntamento con le scuole. Nelle diverse città gli studenti degli istituti alberghieri e del turismo locali hanno avuto l’opportunità di partecipare alle sessioni di formazione, fare colloqui di lavoro e chiedere consigli ai colleghi senior delle associazioni professionali presenti.
Guardando al futuro
“Siamo molti soddisfatti di questa stagione di TFP Summit – commenta il team di Job in Tourism responsabile dell’organizzazione dell’evento –. Nel post pandemia anche la nostra job fair ha dovuto ripensarsi ricalibrando l’offerta rispetto a un mercato del lavoro nell’ospitalità molto diverso rispetto al passato. Pur mantenendo intatta la propria identità e l’obiettivo di fondo – aiutare le aziende a trovare personale – numeri e risultati di quest’anno confermano che l’obiettivo è stato raggiunto. In questo tour le aziende hanno ricercato personale, valorizzato il proprio brand in destinazioni differenti, conosciuto associazioni di settore e partecipato a momenti di formazione utili al loro segmento HR. Ora siamo già al lavoro per la prossima edizione della job fair, che partirà alla fine dell’estate con una proposta sempre più in linea con le esigenze sia delle aziende che dei candidati”.
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