Il 2026 degli alberghi milanesi si è aperto con l’entrata in vigore degli aumenti dell’imposta di soggiorno approvati lo scorso autunno in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina al via il prossimo febbraio e validi, al momento, fino alla fine dell’anno.
Gli aumenti
Gli aumenti sono stati permessi secondo quanto previsto da un decreto governativo per i Comuni interessati da grandi eventi come le Olimpiadi. Secondo quanto deliberato dall’amministrazione comunale di Milano, dunque, a partire dal 1° gennaio la tassa di soggiorno ha subito un ulteriore incremento significativo, dopo quello dello scorso anno, da 7 fino a 10 euro a notte a persona per le strutture di lusso (4 e 5 stelle) e fino a 9,50 euro per B&B e case vacanze in affitto breve. Per i 3 stelle l’imposta passa da circa 6,30 euro a 7,40 euro, mentre per gli hotel a 2 e 1 stella si passa rispettivamente da 4,90 a 5 euro e da 3,50 a 4 euro.
Non solo turismo
L’altra novità, che non interessa solamente Milano, è la destinazione dei fondi dell’imposta di soggiorno. La Manovra di Bilancio approvata a fine anno prevede infatti, che l’extra gettito dovuto agli incrementi che i Comuni potranno deliberare per l’imposta non sia vincolato a investimenti su turismo e servizi, secondo quanto previsto dalla norma sull’imposta stessa. Il 30% dovrà, infatti, confluire nel bilancio dello Stato e sarà indirizzato a interventi su disabilità e minori. Nel caso dei Comuni olimpici, come Milano, la quota di extra gettito destinata alla casse statali salirà al 50%, mentre il 50% restante rimarrà nella disponibilità dei Comuni.
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