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Venezia dice no alla moratoria sugli affitti brevi

Con un colpo di scena, in consiglio comunale salta il dibattito atteso da tempo sulla proposta di stop per due anni a ulteriori locazioni turistiche. Sollevando una questione pregiudiziale per motivi di supposta illegittimità, la maggioranza rimanda la questione alla prossima consiliatura

Con un colpo di scena, in consiglio comunale salta il dibattito atteso da tempo sulla proposta di stop per du

Di Job in Tourism, 31 Marzo 2026

È destino che il dibattito sul tema della regolamentazione degli affitti brevi susciti ovunque grande scalpore. Dopo la battaglia a suon di carte bollate e ricorsi al TAR e alla Corte Costituzionale che nei mesi scorsi ha visto opporsi la Regione Toscana e il Governo – e che si è chiusa con il riconoscimento della legittimità delle Regioni a legiferare in merito -, nei giorni scorsi è stata la volta di Venezia. Nella città italiana simbolo più di ogni altra dell’overtourism è saltato all’ultimo momento il dibattito in consiglio comunale sulla proposta di moratoria per gli affitti brevi, che è stato addirittura rinviato alla prossima consiliatura.

Il colpo di scena

Con quello che la stampa locale ha definito un vero “colpo di scena” la maggioranza di centrodestra ha sollevato una questione pregiudiziale per motivi di supposta illegittimità sulla proposta di moratoria, ovvero di blocco temporaneo di due anni delle concessioni per gli affitti brevi, che era stata presentata nel 2024 dall’opposizione e la cui discussione era attesa da tempo in aula. Secondo quanto previsto dai regolamenti comunali, a fronte della questione pregiudiziale sollevata, non è stato possibile per il consiglio comunale discutere nel merito la proposta e si è passati direttamente al voto con il quale la maggioranza ha rinviato la questione alla prossima consiliatura, che si insedierà dopo le elezioni comunali del prossimo giugno.

Nulla di fatto

Nessuna novità, dunque, sul tema nonostante Venezia sia l’unica città italiana che, grazie a una legge nazionale, gode di ampi poteri per poter autonomamente regolamentare il settore degli affitti turistici. La mossa della maggioranza veneziana – molto contestata dalle diverse forze di opposizione in consiglio comunale che da due anni lavoravano al testo – è stata accolta con favore dalle associazioni che gestiscono gli affitti turistici. “I nostri associati – ha commentato il presidente di Property Managers Italia, Lorenzo Fagnoni – sono stati ascoltati dalla IX Commissione Turismo del Comune di Venezia, dove hanno spiegato che il settore sta già andando verso una maggiore regolamentazione a livello nazionale. Noi siamo pronti al confronto con tutti e a valutare interventi realmente utili, senza fermare un settore che oggi è sempre più regolato e professionale”.

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