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Viaggiare con un tour operator?

Di Antonio Caneva, 31 agosto 2007

Sbarcato a mezzanotte a Eraklion, aeroporto di Creta, in maniera risoluta il funzionario Francorosso mi comunica che causa overbooking avrei dormito in un albergo della città per poi essere trasportato l’indomani alle 10 nell’albergo che avevo prenotato, al mare, a Rethymnon. Per compensazione mi sarebbe stata offerta gratuitamente una gita nell’ovest dell’isola.
Altre quattro coppie che avevano avuto lo stesso trattamento prendono posto nel pulmino che ci trasporta in albergo, potete immaginare i commenti del caso.
La mattina successiva, tutti e dieci, come tanti bravi soldatini, siamo alle 10 nella hall ad aspettare il transfer mentre il sole, ormai alto, occhieggia. Alle 11 non c’è traccia del pulmino, allora uno dei viaggiatori chiama il numero verde Francorosso Italia. Non si preoccupi, segnaliamo il disguido. Dopo ripetuti solleciti, arrabbiatissimo, finalmente riesce a parlare con la responsabile a Creta, convinta fossimo già in spiaggia. Infine, alle 12,30 arriva il pulmino, con la risibile giustificazione che c’era traffico (peggio che la A4 nei momenti dell’esodo).
Io in genere non sono un viaggiatore che utilizza i t.o. e forse per questo mi meraviglio; desidero però fare tre considerazioni: ho pagato mesi prima una prestazione (stipulando un contratto) alla quale il t.o. non ha adempiuto (nei fatti ho perso una giornata dei già pochi giorni di vacanza); dieci persone hanno aspettato per ore, senza nessuna comunicazione, che il contraente (Francorosso) rimediasse a un proprio errore e, soprattutto, ritengo scandaloso che la persona che ci ha comunicato l’overbooking non si sia sentita in dovere di scusarsi. Inoltre, e questo non depone a favore della sensibilità dell’azienda, per rimediare (o fingere di), hanno offerto una gita di cui io non sentivo assolutamente la necessità, che, quindi, non ho utilizzato (avevo visitato quella zona l’anno scorso) e malgrado la mia richiesta non hanno accettato di trasferirla a deconto di una gita, di maggior valore, che avrei acquistato pagando la differenza.
Non è lo sfogo astioso di un viaggiatore scontento, ma il desiderio di attirare l’attenzione su un certo modo di gestire i viaggi, poco rispettoso per chi, oltre che i propri quattrini, investe, nell’occasione, anche una forte componente emotiva.
Viaggiare Francorosso? Ahi, ahi, ahi…
P.S. Come è andata la vacanza? Molto bene, ma questo è da ascriversi a Creta, al sole, alla natura, all’albergo Iberostar, alla voglia di fuggire da un anno di lavoro.

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