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Venezia d’acqua, Venezia di terra

Di Luciano Riella, 20 aprile 2007

www.stradavinilisonpramaggiore.it
Già gli antichi romani avevano apprezzato le qualità dei suoi vini. I Dogi hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo della sua produzione enologica. Parliamo della parte più orientale della provincia di Venezia, tra i fiumi Livenza e Tagliamento, il cui cuore è legato al vino. Non ha paesaggi esotici mozzafiato, ma luoghi capace di stupire ed emozionare per la ricchezza enogastronomica, ambientale e di tradizioni, oltre al grande calore dell’accoglienza.
Un territorio non lontano dal mare e da dove si vedono anche le prime propaggini delle Alpi, a pochi chilometri dal centro storico di Venezia e facilmente raggiungibile dai lidi di Bibione, Caorle e Jesolo. Lo spiega Daniele Piccinin, presidente della Strada dei vini doc Lison Pramaggiore: «Oltre alla città di Venezia, riconosciuta in tutto il mondo per lo stretto rapporto esistente tra le persone e l’acqua, esiste anche un’altra Venezia meno conosciuta e completamente diversa, nella quale il rapporto tra persone e prodotti si lega non più all’acqua ma alla terra. Sono due realtà entrambe affascinanti e unite sotto lo stesso simbolo del leone alato di San Marco. Tra loro esistono tutti i presupposti per un’offerta turistica complementare, dove il turismo si integra con la produzione tipica del territorio, per abbinare le eccellenze della terra all’eccellenza dell’acqua. Il nostro obiettivo è offrire un prodotto sinergico tra iniziative e servizi di qualità. In pratica, vogliamo arrivare a un’integrazione con le città d’arte e balneari».
Dalle parole ai fatti. Il comitato Strada dei vini doc Lison Pramaggiore ha fatto sperimentare alla stampa nazionale come sia facile questa integrazione. Lo ha fatto a bordo di uno storico galeone attraverso un piacevole percorso nella laguna della Venezia meno conosciuta, dalla Giudecca attraverso isole minori e barene fino allo sbarco sulla terraferma a Treporti, per poi proseguire verso la Strada dei vini doc Lison Pramaggiore.
Un’elegante guida a colori, completa di indirizzi, presenta dettagliatamente in 43 pagine quattro percorsi attraverso questa terra, alla scoperta dei valori ambientali, delle suggestioni paesaggistiche, delle bellezze storiche e dell’antica tradizione veneziana della cucina abbinata ai pregiati vini doc come Lison, Merlot, Refosco, Cabernet, Chardonnay, Pinot, Sauvignon e Riesling. I nomi dei percorsi, proprio perché si entra in un mondo incantato, dove sembra che il tempo si sia fermato, si ispirano alle favole: «La strada delle antiche città sospese tra i vitigni», «Attraverso il bosco degli elfi e delle fate», «Il rifugio segreto di Bacco dormiente» e «Il sentiero incantato».
In auto o in bicicletta si passa da Annone Veneto. Pramaggiore, San Stino di Livenza e altri borghi, nel verde della natura, tra i profumi e i colori dei vigneti fino a Portogruaro, città ricca di pregevoli ambienti medioevali e rinascimentali. È un viaggio non solo attraverso cantine, tenute e botteghe, ma anche macellerie gastronomiche, latterie, biscottifici artigianali. Nella popolazione, da generazioni, traspare passione, amore, dedizione e tenacia per la coltivazione e lo sviluppo dei vigneti.
Due luoghi da non perdere per conoscere la storia e la cultura del vino: l’enoteca regionale del Veneto e il museo etnografico.

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