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Unwto: il turismo internazionale non conosce la parola crisi

Di Job in Tourism, 11 febbraio 2016

Nonostante tutto non si arresta la corsa dell’industria turistica globale, con gli arrivi internazionali che anche nel 2015 sono saliti del 4,4%, raggiungendo quota 1,184 miliardi. Lo rivela il tradizionale World tourism barometer dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto). La domanda, recita lo studio, si è mantenuta complessivamente su livelli piuttosto alti, anche se fattori come l’estrema volatilità dei cambi monetari, la caduta dei prezzi del petrolio e le crescenti preoccupazioni in termini di sicurezza hanno spostato sensibilmente il potere d’acquisto relativo tra i vari mercati mondiali. È così che i flussi di viaggiatori diretti verso le economie più avanzate sono cresciuti a ritmi più sostenuti (+5%) rispetto a quelli in direzione delle cosiddette economie emergenti (+4%). Un trend trainato dalla vecchia Europa, il continente più visitato al mondo, in cui gli arrivi sono saliti del 5%, arrivando a toccare i 609 milioni di turisti complessivi. In tema di outbound, inoltre, mentre la Cina ha rafforzato il proprio primato di principale bacino di domanda del turismo mondiale per spesa complessiva (in crescita a doppia cifra percentuale ininterrottamente dal 2004 a oggi), è calata l’importanza di mercati emergenti come la Russia e il Brasile, colpiti da serie difficoltà economiche, nonché da un sensibile deprezzamento delle loro valute. Bene, infine, l’outbound dagli Stati Uniti (+9%) e dal Regno Unito (+6%), con lievi incrementi registrati pure nelle spese per viaggi internazionali da Germania, Italia e Australia (tra il +1% e il +2%).

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