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Una ventata di ottimismo

Di Rossella Taffa, 27 marzo 2009

Un quadro decisamente positivo, soprattutto se letto nell’ottica di questi tempi di crisi e per quel che riguarda almeno il Vecchio continente. È quello che trapela dai primi risultati dell’edizione 2009 di Eventview Western Europe, annunciati in anteprima assoluta in occasione della recente European meetings & events conference di Torino. Realizzata da Mpi foundation (la fondazione dell’associazione internazionale che riunisce i professionisti del mice), in collaborazione con l’Event marketing institute di Norwalk (Connecticut, Usa) e con l’agenzia George P. Johnson, l’indagine mira a capire la percezione che le imprese hanno delle proprie attività legate al comparto mice ed è stata condotta sulla base di mille interviste telefoniche a senior executive e marketing manager nordamericani, europei e dell’area Asia-Pacifico.
Nel Vecchio continente, in particolare, il 23% degli interpellati avrebbe indicato il mice quale strumento di marketing che produce il roi (return on investment, ritorno sull’investimento) più elevato. Un altro risultato particolarmente significativo dell’indagine rivela poi che le aziende europee, che effettuano una misurazione precisa di questo indice, sarebbero oltre due volte e mezza più ottimiste riguardo alla probabilità di ricevere un aumento del budget dedicato al marketing, rispetto a quelle che non lo misurano.
Il 43% degli interpellati individuerebbe poi nell’event marketing la disciplina meglio capace di accelerare e approfondire i rapporti con gli stakeholder e i clienti, seguita dalle relazioni pubbliche, indicate dal 25% degli intervistati. Non solo: l’event marketing (30%) e il web marketing (26%) sarebbero i primi comparti a beneficiare di un aumento di budget nel prossimo futuro. La metà delle risposte attribuirebbe, inoltre, all’event marketing pari dignità rispetto alle altre forme di comunicazione, mentre un quarto degli intervistati considererebbe gli eventi come componenti vitali dei propri piani di marketing e l’11% li definirebbe addirittura essenziali.
Importante, infine, il ruolo che l’ecosostenibilità sta progressivamente assumendo nel comparto. Secondo l’Eventview Western Europe, infatti, il 58% degli intervistati avrebbe implementato pratiche verdi nell’organizzazione dei propri eventi e il 48% lo avrebbe fatto in seguito a un preciso mandato di corporate responsibility. «Questi risultati dimostrano che ai meeting viene sempre attribuito un impatto fortemente positivo sugli utili d’impresa», afferma il presidente e ceo di Mpi, Bruce MacMillan. «Il fatto che il 43% dei marketing & sales executive intervistati quest’anno abbia indicato l’event marketing quale disciplina che accelera e approfondisce, meglio di ogni altra, le relazioni con i pubblici di riferimento, attesta il valore del nostro comparto».

Un sito per affrontare la crisi

www.mpiweb.it
Alla luce delle recenti disposizioni della nuova amministrazione Usa, che ha subordinato all’approvazione governativa i budget per meeting e incentive stanziati dalle imprese che ricevono aiuti dallo stato, Mpi ha lanciato una nuova risorsa web: meetingindustrycrisiscenter.org è un sito sviluppato sia per informare gli operatori di tutto il mondo sulle novità di Mpi e delle altre organizzazioni di supporto, sia per dare soluzioni e linee guida a quanti ne hanno bisogno. «Si sta diffondendo, nell’opinione comune, la percezione che i meeting e gli eventi vadano tagliati», considera MacMillan. «Ebbene, secondo noi vale esattamente il contrario: perché l’industria degli eventi non è il problema, bensì la soluzione. Le aziende che utilizzano i meeting e gli eventi, in definitiva, sono più vicine ai propri lavoratori e ai propri clienti, perciò usciranno prima e meglio delle altre dalla crisi».

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