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Una persona va valutata nel suo insieme

Le aziende più illuminate puntano sia sui giovani pronti e scalpitanti, sia sulle risorse più mature che si son sapute riconvertire e che con la loro versatilità hanno ancora tanto da offrire

Le aziende più illuminate puntano sia sui giovani pronti e scalpitanti, sia sulle risorse più mature che si

Di Mary Rinaldi, 22 Dicembre 2018

www.resumehospitality.it

Entro in una erboristeria e la giovane addetta alle vendite scopro essere laureata in naturopatia e scienze olistiche. Vado in una parafarmacia e il venditore è un brillante ragazzo con laurea breve in scienze del farmaco per l’ambiente e la salute. Sempre più figure con laurea e titoli superiori sostituiscono la figura con competenze ferrate maturate sul campo ma di cultura media, secondo il vetusto pensiero che si impara facendo. Intendo dire che un tempo al posto di questi due svegli ragazzi avrei trovato due addetti alle vendite che, lavoro facendo, avrebbero imparato a conoscere i prodotti e a proporli alla clientela. E magari dopo un anno avrebbero trovato lavoro in una ferramenta. Tanto l’importante è saper vendere…

Le cose sono un po’ cambiate: le aziende sono concentrate fisse sul cliente, che arriva in negozio e ne sa più di chi vende, abituato com’è a informarsi in rete, parlando con amici, entrando nei blog, facendo un casalingo benchmarking. Il concetto pertanto è: essere specializzati serve; è pagante.

Esiste però una diversa prospettiva: la laurea oggi non è più il completamento di un percorso finalizzato all’acquisizione di competenze, ma costituisce un punto di partenza per un tragitto che non necessariamente sarà nella disciplina specifica. Un tempo chi studiava ingegneria andava a fare l’ingegnere; gli studenti di architettura venivano assunti come architetti; il laureato in lingue diventava interprete o insegnante; il dottore in chimica si inseriva in qualche laboratorio o azienda di produzione chimica; il farmacista andava in farmacia; il naturopata nemmeno esisteva.

Oggi il concetto di laurea non è, o non è solo, legato all’acquisizione di contenuti, ma sottintende l’essersi confrontati con un impegno importante e faticoso come lo studio, l’aver allenato la mente al pensiero complesso, l’aver ragionato per obiettivi sottoponendo i propri sforzi a un processo valutativo. Coloro che si presentano sul mercato del lavoro con un titolo, con l’ottima conoscenza di almeno una lingua, con esperienze di studio e di vita all’estero, devono sapere che tutto ciò costituisce un trampolino di lancio, più che una piattaforma di arrivo, da cui potranno spiccare il volo atterrando in posti non sempre noti e percorrendo tragitti non sempre consueti.

Ed ecco la multidisciplinarietà, e la possibilità di offrire competenze di base mixate con interessi, curiosità, esperienze, attitudini… Tutto apparentemente per caso. Ma sarà poi per caso veramente? Una mia carissima amica, laureata brillantemente in lingue e letterature straniere, ha creato per tutta la vita abiti da sposa. Incontro un conoscente, che so aver perso il lavoro tre-quattro anni fa, e gli chiedo cosa fa. Risponde: «Faccio il giardiniere. Quando ho perso il lavoro, mi sono detto vediamo: cos’è che mi piace fare? Avevo sempre avuto la passione ma i miei genitori mi avevano fatto studiare da informatico programmatore, lavoro che ho svolto per 20 anni. Penso: è il momento. Ho fatto dei corsi e mi sono messo sul mercato. Ora ho un dipendente e faccio anche tagli di piante in altura» (mica giardiniere delle siepi al cimitero!!!, nda).

Dove voglio andare a parare? Ciò che intendo dire è che le competenze sono importanti, fondamentali direi, ma l’imprenditore illuminato o l’azienda che sa guardare oltre, saprà sempre valutare la persona nel suo insieme. E di volta in volta puntare sulla super specializzazione o sulla trasversalità di un potenziale espresso sia da giovani pronti e scalpitanti di ingranare la marcia, sia da persone più mature che si son sapute riconvertire e che con la loro versatilità hanno ancora tanto da offrire.

 

*Mary Rinaldi è partner di Resume Hospitality Executive Search, divisione indipendente di Job in Tourism dedicata all’head hunting, alla consulenza e alla formazione in tema di risorse umane nel settore hospitality

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