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Una destinazione da scoprire

Di Marco Beaqua, 18 gennaio 2008

Valorizzare il territorio. È questa la parola d’ordine del management del relais San Rocco, dimora storica ricavata dalla ristrutturazione di un ottocentesco palazzo appoggiato alla rupe opposta alla parete Calva, nei pressi di Campertogno (Vc) in Valsesia: un luogo speciale, dove ancora viva resta la memoria delle gesta di fra’ Dolcino che proprio qui, agli inizi del 1300, si oppose, insieme alle popolazioni valligiane, alla protervia del potere comunale e vescovile delle vicine Vercelli e Novara. Ora l’area è un’oasi di pace immersa in quella che da alcuni è considerata la valle più verde d’Italia, destinazione ideale per gli amanti della natura, della vacanza attiva e del relax.
«Uno dei nostri vantaggi competitivi», spiega il general manager del San Rocco, Gianfranco D’Anna, «è la non comune possibilità di offrire ai nostri ospiti la sensazione di trovarsi in luoghi non ancora mercificati». Una caratteristica che però, come racconta lo stesso D’Anna, comporta anche la necessità di un incessante lavoro di promozione del territorio: «La Valsesia è ancora relativamente poco conosciuta. Per questo motivo noi stiamo cercando di coinvolgere le istituzioni e le altre realtà valligiane legate all’industria dei viaggi, per raggiungere un pubblico sempre più vasto. In particolare, da qualche tempo stiamo collaborando con le agenzie incoming Lyskamm viaggi e Valsesia incoming, nonché con le sei scuole rafting e le altre associazioni sportive della zona. Da non dimenticare anche il contributo dell’Atl di Varallo e del consorzio Valsesiain, che riunisce vari operatori della valle, noi compresi. Con questi partner realizziamo alcune operazioni di co-marketing, presentandoci uniti alle fiere di settore e proponendo convenzioni e pacchetti coordinati. In valle, tuttavia, manca ancora un’offerta ricettiva adeguata alle aspirazioni degli operatori. Sul territorio esistono, infatti, solamente due 4 stelle, il nostro e un hotel ad Alagna, mentre la maggior parte degli alberghi è a conduzione familiare. A mio avviso, inoltre, occorre elaborare una strategia di promozione del sistema valle nel suo insieme, in grado di attirare, tra l’altro, la quantità di investimenti necessari a stimolare il turismo leisure in Valsesia».
Proprio quest’ultimo comparto è quello che il San Rocco intende sviluppare nel prossimo futuro, mentre già soddisfacenti sono le performance del segmento business. «Il 70-75% del nostro fatturato totale proviene, infatti, dal settore mice», prosegue D’Anna. «In particolare, ospitiamo frequentemente i master della scuola di psicoterapia cognitiva del centro clinico Crocetta di Torino, gestito dagli stessi proprietari dell’albergo. Non solo: molti sono i gruppi incentive e di team building che sfruttano, d’inverno, la prossimità dell’hotel a importanti stazioni sciistiche come quelle di Alagna e dell’Alpe di Mera e, nei periodi più caldi, le numerose opportunità di attività all’aperto tra cui il rafting, l’equitazione, il trekking e i percorsi per arrampicate. Anche queste, inoltre, si rivelano preziose occasioni per far conoscere meglio il nostro territorio. Capita di frequente, infatti, che viaggiatori business tornino nella nostra struttura con le famiglie dopo le loro esperienze aziendali».
Per concludere, un breve cenno a una delle variabili che maggiormente concorrono al successo di un’azienda ricettiva: le risorse umane. «Devo dire che in Valsesia, nonostante la presenza di un istituto alberghiero a Varallo», conclude D’Anna, «ho incontrato qualche difficoltà a reperire personale qualificato. Ciononostante, lo staff attuale del San Rocco garantisce un buon standard di servizio. In particolare, recentemente abbiamo compiuto un grosso passo avanti nel comparto ristorativo, grazie al nuovo chef Fabrizio Beltrami, che propone una cucina legata ai gusti e ai sapori del territorio».

Fermo immagine del relais

La struttura, parte del gruppo Art Hotel Italia di Torino, è un prestigioso edificio dell’Ottocento, già conosciuto come Villa Gianoli, dal nome della famiglia di magnati delle ferrovie che la costruì due secoli orsono. Il complesso, dopo un breve periodo di abbandono, è stato recentemente ristrutturato, armonizzando design contemporaneo e antiche architetture, e aperto al pubblico nel febbraio 2006. Di particolare fascino, oltre alla hall caratterizzata da fughe di archi sorretti da monolitiche colonne, lo scalone monumentale in pietra, la terrazza giardino che domina la valle e il salone delle feste, impreziosito da stucchi, boiserie e pavimenti pregiati. A ricordare poi l’origine della fortuna dei primi proprietari della villa, una piccola locomotiva un po’ scolorita dipinta, come uno stemma cavalleresco, sulla facciata esterna prospiciente il terrazzo.
Attualmente la struttura offre 24 camere tutte differenti, tra cui undici suite e sei prestige, due meeting room capaci di ospitare fino a 30 persone ciascuna, una sala multifunzionale da 70 posti, un terrazzo esterno, ideale per matrimoni, banchetti e altri eventi, nonché un teatro storico situato a pochissima distanza dal San Rocco. Da segnalare anche il ristorante Casa alla Piana, che dispone di due sale, un lounge bar con due spazi privati, una sala colazioni, un privé e lo stesso terrazzo.

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