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Una boccata d’aria fresca

Nel cuore della città inaugurata una struttura a emissioni zero

Nel cuore della città inaugurata una struttura a emissioni zero

Di Laura Sommariva, 10 settembre 2010

«Puntiamo a essere una boccata d’aria fresca per la città», dichiara Maurizio Faroldi, general manager del nuovo hotel Milano Scala. «E non intendo soltanto in senso figurato, visto che siamo il primo albergo meneghino a emissioni zero, grazie a sistemi che producono energia senza bruciare alcun tipo di combustibile, e quindi senza rilasciare anidride carbonica nell’ambiente, ma sfruttando un processo di estrazione di pochi gradi di temperatura dall’acqua di falda pescata 17 metri sotto il livello stradale e utilizzando soltanto fonti di energia pulite e rinnovabili».
Domanda. Dal punto di vista del marketing, vi aspettate un vantaggio competitivo dall’ecosostenibilità del vostro progetto? Pensate sia utile per conquistare nuovi target di clientela?
Risposta. Ci aspettiamo soprattutto una clientela business proveniente dal Nord Europa e dal Nord America, notoriamente più sensibile ai temi ambientali.
D. E per quanto riguarda il mercato italiano?
R. Da noi c’è ancora poco riscontro per iniziative attente all’ambiente, ma ci aspettiamo qualche cliente in più sensibile a queste tematiche. Per quanto riguarda l’ecologia, in Italia siamo all’anno zero. Ricordo a Milano nei primi anni 80 l’hotel Ariston, un 3 stelle in via Torino, il primo in città a dimostrare attenzione ai temi ambientali. Non andò bene: era troppo presto. Oggi siamo all’inizio di una nuova era, come quando comparvero i primi telefoni cellulari: erano costosi e ingombranti, ma erano destinati a cambiare il nostro modo di comunicare e anche le nostre vite. E anche l’hôtellerie italiana deve fare la sua parte. Ma, come tutti i grandi cambiamenti, la spinta verrà dal basso: sarà il consumatore a chiedere prodotti diversi, in sintonia con l’ambiente, come è avvenuto per le automobili a gpl. Una richiesta che spingerà tutti a migliorare e, come dice l’architetto Matteo Thun, non avrà più senso un albergo 7 stelle, senza un raggio di sole nella camera.
D. È più difficile la gestione operativa di un albergo ecosostenibile?
R. L’approccio deve essere globale: non soltanto emissioni zero di anidride carbonica ma anche, per esempio, un limitatissimo uso della plastica, dal kit di cortesia nei bagni alle bottiglie di acqua minerale. E ovviamente occorre cercare di non fare autogol con tutti i servizi offerti al cliente: non scegliere, per fare un altro esempio, suv come auto di cortesia ma solo auto elettriche. L’albergo, inoltre, è dotato di isolamenti termici e acustici particolarmente efficaci, grazie all’utilizzo di materiali che garantiscono il rispetto di parametri ben maggiori rispetto alle normative vigenti.
D. Oltre all’attenzione all’ambiente, quali sono gli altri punti di forza dell’hotel Scala?
R. È un albergo aperto alla città, che intende entrare in sintonia con il sistema. Tutte le suite, in particolare, sono dedicate a un’opera, mentre gli spazi comuni intendono diventare palcoscenico di eventi e occasione di incontro non soltanto per gli ospiti ma anche per i milanesi. Nasce così un piano terra affacciato su via dell’Orso, che invita anche il passante a fare una sosta nel lounge bar dall’architettura contemporanea e nella lobby, recupero della vecchia corte del palazzo di fine 800 dove è stata ricavata la struttura, che è anche sala di conversazione e di consultazione di una libreria tematica, illuminata dalla luce naturale grazie a un soffitto in cristallo in cui si specchia un giardino verticale e una magnolia centenaria. E, all’ultimo piano, una grande terrazza dove la vista può spaziare a 360 gradi sui tetti del capoluogo lombardo.

La carta d’identità dell’albergo

Affiliato al gruppo Worldhotels, l’hotel Scala offre 62 camere, tra cui dieci suite, un ristorante, una terrazza panoramica al settimo e ultimo piano, una libreria, un’area fitness e relax e tre sale riunioni. Nome e concept della nuova struttura ruotano intorno al tema della cultura musicale, considerata uno dei punti di forza e di distinzione del capoluogo lombardo. Un’intuizione di Vittorio Modena, l’imprenditore milanese fautore del progetto, per «realizzare un albergo che dialoghi con l’ospite in un linguaggio universalmente condiviso e che trova a Milano la sua manifestazione più eccellente, la musica lirica».
«Nel giro di pochi anni, nel centro storico del capoluogo lombardo, lungo una dorsale di circa un chilometro che abbraccia il teatro La Scala, il Quadrilatero della moda e il quartiere di Brera, ci saranno sette alberghi 5 stelle lusso», commenta Maurizio Faroldi. «Nella stessa area l’hotel Milano Scala sarà un 4 stelle superiore, che punta a conquistare una clientela 5 stelle con prezzi più competitivi e servizi eccellenti».

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