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Un po’ di respiro

Di Marco Bosco, 15 gennaio 2010

L’aria frizzante delle festività appena concluse ha portato una salutare ventata di aria fresca nel mondo dell’hôtellerie dopo un anno davvero difficile. I dati Federalberghi riferiti al periodo di Natale e Capodanno confermano, infatti, le più rosee previsioni della vigilia e parlano di oltre 12 milioni di italiani messisi in viaggio durante le festività, per un aumento delle partenze superiore al 20% rispetto all’anno passato.
A Natale, in particolare, sono stati circa 6 milioni gli italiani a trascorrere almeno una notte fuori casa, contro i 5 milioni del 2008. Di questi, l’85% (+6%) è rimasto in Italia. Un po’ più dolenti per gli operatori del nostro paese, invece, i risultati riferiti alla spesa complessiva pro-capite dei viaggiatori, che, tra chi è rimasto in patria, si è fermata a quota 505 euro (-51 euro), mentre tra chi ha scelto le mete internazionali si è issata fino a 1.255 euro (+385 euro). Segno, forse, che chi ha deciso di non uscire dall’Italia ha cercato di risparmiare qualcosa, pur senza rinunciare alle proprie sospirate vacanze.
Tutte tendenze, queste, confermate ampiamente pure dai dati relativi a Capodanno, che poco si discostano da quelli natalizi. Anche per le giornate a cavallo del primo dell’anno è cresciuto, infatti, il numero degli italiani in partenza, passati dai 5 milioni del 2008 ai 6,3 milioni del 2009. Così come è salita del 3% la percentuale di chi ha scelto di rimanere all’interno dei confini nazionali (l’87% del totale delle partenze). In calo, poi, il budget medio pro-capite di spesa sia tra chi non è uscito dall’Italia (sceso dai 436 euro del 2008 ai 395 euro del 2009), sia tra chi, invece, ha preferito recarsi all’estero (dai 1.049 euro dell’anno scorso ai 704 euro del Capodanno appena passato).
Contradditori, invece, i dati relativi alla durata dei soggiorni. Se da una parte, infatti, soprattutto Capodanno conferma un trend ormai di lungo periodo, facendo registrare una lunghezza media delle vacanze di circa 3,1 notti rispetto alle 4 notti del 2008, da un’altra parte, invece, occorre segnalare che ben 1,5 milioni di italiani in più hanno deciso di trascorrere lontano da casa l’intero periodo compreso tra Natale e il primo dell’anno, per un totale di 3 milioni di soggiorni lunghi. Stesso andamento contraddittorio hanno, infine, mostrato anche le preferenze che gli italiani hanno riservato alla soluzione soggiorno in hotel: in crescita nel periodo natalizio (dal 30,2% del 2008 al 32,9% del 2009), in calo invece a Capodanno (dal 39,4% al 36,7%).
Tra molte luci e poche ombre, insomma, le recenti festività sembrano aver portato un po’ di respiro all’industria dell’ospitalità. I prossimi mesi ci aiuteranno a capire se si tratta di una reale ripresa oppure solo di una breve parentesi positiva, dovuta soprattutto agli effetti psicologici delle tredicesime, che hanno messo molti in condizione di concedersi qualcosa dopo un anno di tagli alle spese.

Il futuro roseo dell’offerta benessere

Vacanze e benessere fanno sempre più rima. Almeno questo è quello che emerge da un sondaggio svolto recentemente da Expedia tra oltre 2.800 suoi utenti italiani. I risultati dell’indagine rivelano, infatti, come il 64% degli intervistati penserebbe di prenotare almeno un soggiorno wellness entro la fine del 2010. Secondo i dati dello stesso studio, inoltre, la maggior parte degli italiani (l’86,5%) si preoccuperebbe soprattutto della propria bellezza fisica, mirando perciò ad andare in una spa. Ma una discreta percentuale (il 30%) penserebbe anche a vacanze olistiche, in cui poter fare sport, yoga o pilates. Il 18% circa, invece, si interesserebbe più allo spirito che al fisico, cercando soggiorni di meditazione o pellegrinaggi religiosi. Il 9%, infine, partirebbe per ricevere cure mediche, seguire diete particolari o prendersi una pausa con lo scopo di sottoporsi a interventi di chirurgia estetica. Come si evince dal semplice calcolo della somma delle percentuali relative alle preferenze wellness (superiore al 100%), un tipo di soggiorno benessere non esclude però necessariamente gli altri e sono molti gli italiani che desidererebbero concedersi più vacanze wellness diverse nello stesso arco dell’anno.

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