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Un po’ di Broadway a Berlino

Di Antonio Caneva, 15 aprile 2005

A Berlino, lungo Unter den Linden, si erge imponente l’hotel Adlon Kempinski, dove ogni anno, in concomitanza con l’Itb, ha luogo il gala dell’International five star diamond award. Quest’anno, per coincidenza, si è svolto contemporaneamente, nello stesso luogo e alla stessa ora, la conferenza dove il presidente della Kempinski, Reto Wittwer, già presidente della Ciga, presentava la Global hotel alliance con Pan Pacific, Rydges e Wyndham hotels and resorts, attraverso la quale si prefigge un grande sviluppo, particolarmente in Asia.
Un salto quindi alla conferenza, una coppa di champagne e una stretta di mano a Wittwer e poi la serata della American academy of hospitality sciences per il conferimento dei premi 2005 “Star diamond award”. All’ingresso della sala un saluto a Joseph Cinque, presidente dell’Academy che ricorda «è l’undicesimo anno a Berlino e cerchiamo ogni volta di superarci. Questa è la ragione per cui quest’anno abbiamo portato Broadway a Berlino, per dare un sapore di New York ai nostri ospiti». Ed effettivamente i Broadway singers, un fantastico gruppo che emoziona con le proprie performance, ha proposto le commedia musicali di maggior successo. Miss Universo e Miss America sono splendenti e lontane, mentre si avvicendano i personaggi che si fanno fotografare al loro fianco. Vittorio Gai, è il regista dell’evento, coadiuvato da Sandie Benas.
La cena, beh, la cena, come tutti gli anni un evento: cinque top chef provenienti da varie parti del mondo hanno preparato un piatto ciascuno per confondere gli ospiti in un’alternanza di sapori e composizioni. Sorprendentemente il menu, oltre a importanti marchi internazionali, quali champagne Deutz, propone nomi a noi familiari: San Pellegrino, Acqua Panna, tenuta Ca’ Bolani, Lungarotti, Feudo Principi di Butera, Lavazza, a riprova dell’apprezzamento che vantano i prodotti italiani di qualità. Non è pubblicità né sciovinismo: semplice constatazione.
Philippe Stark, l’architetto cult mondiale che ha innovato lo stile degli interni degli alberghi, illustra simpaticamente la sua filosofia (in inglese, ma la erre arrotondata tradisce l’origine francese) con un intervento non privo di ironia, come quando racconta che il suo primo cliente è la moglie, con le continue richieste di interventi sulla loro abitazione. The American academy of hospitality sciences si propone di premiare con il Five star diamond award le strutture e i servizi top di gamma nel campo dell’ospitalità e anche quest’anno, riuniti nei saloni dell’Adlon, erano presenti i personaggi che fanno e hanno fatto la storia dell’ospitalità di qualità; è sicuramente interessante dividere il tavolo con il famoso manager di Hong Kong che racconta il suo quotidiano o con l’italiano che si è fatto strada nel mondo dell’hôtellerie di lusso: condivisione di esperienze. Un altro anno e arrivederci all’Adlon nel 2006.

Il menù della serata

Edwin Kats
La Rive, InterContinental Amstel Amsterdam, Holland
Ceviche of scallops with poached oyster set in aspic jelly,
Osiètra caviar, marinated lemon and chives

David Burke
Davidburke & Donatella New Yor, Usa
Quail with foie gras pistachio dumpling and wild mushroom bouillon

Joël Robuchon
L’Atelier Paris, Tokyo, Macao & Montecarlo
Langoustines, in a crispy parcel with basil leaves

Rainer Sigg
Lorenz Adlon, Hotel Adlon Kempinski Berlin, Germany
Loin of lamb with goat cheese thyme crust,
aubergine caviar and olive polenta strudel

Johann Lafer
La Val D’Or, Johann Lafer Stromburg, Germany
Passion fruit meets dark chocolate

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