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Un nuovo approccio

L'importanza di esserci e di parlare vis-à-vis

L'importanza di esserci e di parlare vis-à-vis

Di Massimiliano Sarti, 25 marzo 2011

Eppur si muove. File ordinate, poca ressa ma tanta gente. Tantissima gente. Gli ambienti del Palazzo dei Giureconsulti di Milano si sono animati, tra il 9 e il 10 marzo scorsi, di una folla eterogenea, tranquilla e cordiale; persone di ogni età, tutte accomunate dallo stesso obiettivo: trovare lavoro nel turismo e migliorare la propria condizione professionale.
L’occasione per ritrovarsi tutti assieme è stata la terza edizione del Tfp Summit: l’evento Job in Tourism dedicato alle risorse umane dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità, che è ormai diventato un appuntamento fisso per le professionalità e le più attive imprese del settore. La novità di quest’anno, a sentire i partecipanti all’evento milanese, è stata però soprattutto l’inaspettato approccio alla questione lavoro. Dopo tanti mesi difficili, pare quasi che i professionisti del turismo si siano stancati di tanto pessimismo e abbiano deciso di prendere in mano i propri destini, convinti che, con il giusto impegno, le cose si possono e si devono migliorare. «Cerco un impiego, soprattutto nel comparto del servizio ai clienti», racconta Cristian, 35 anni, di Milano. «Vorrei un lavoro dinamico, a contatto con la gente. Certo, qui siamo in tanti, ma mai dire mai. E poi bisogna esserci, altrimenti hai già perso in partenza».
Esserci e poter parlare personalmente con chi fa effettivamente selezione, senza passare tramite l’invio dei troppo spesso anonimi curricula. È questo il refrain che si sente ripetere più frequentemente tra i partecipanti al Tfp Summit. «Parlare di persona con le aziende è importantissimo», dichiara Marco, 32 anni, di Torino. «Qui, poi, ci sono imprese serie. E questo è un elemento altrettanto fondamentale». «E il panel di aziende presenti è davvero notevole», gli fa quasi eco Alessandro, 40 anni, di Biella. «Grazie alle informazioni pubblicate on-line, inoltre, sapevamo già quali posizioni avremmo trovato aperte».
Sono molte le storie professionali che si incrociano parlando con i presenti. C’è chi come Nadia, 32 anni, di Monza, ha lavorato per anni come assistente di volo e ora, in cassa integrazione, cerca nuove opportunità: «Ho parlato soprattutto con Ntv (la nuova compagnia ferroviaria capitanata da Luca Cordero di Montezomolo, ndr) ma anche con alcune strutture alberghiere: mi hanno detto che potrei ripropormi come guest assistant. Speriamo». O chi come Manuela, 52 anni, di Verona, punta a cambiare prospettive: «Faccio la tour leader per eventi e convegni, ma cerco qualcosa di nuovo e stimolante. Possibilmente nei pressi della mia città, per non allontanarmi troppo dalla mia famiglia». Anche Roberto, 36 anni, di Milano è tour leader: «Una professione particolare che spesso ti pone davanti a molte responsabilità, anche di gestione food & beverage e hotel, senza però che ciò ti venga sempre riconosciuto adeguatamente».
Eutimio, 46 anni, di Cosenza viene invece da St. Moritz, in Svizzera, dove attualmente fa il barman, con il contratto in scadenza tra un paio di mesi. «Ma prima ero vicedirettore in una struttura greca. Sono venuto al Tfp Summit per vedere se riesco a migliorare la mia situazione professionale». Tra i più giovani, Carolina, 27 anni, di Roma, ha appena concluso un master in materie turistiche: «Sono proprio curiosa di scoprire cosa mi possa offrire l’Italia. Io ho una formazione particolarmente poliedrica: sono anche interprete di lingua inglese e francese. La cosa, però, invece di favorirmi, sembra remare contro di me: non avendo seguito un percorso uniforme, le aziende mi paiono un po’ sospettose». Strano, verrebbe da dire, in un settore in cui la flessibilità e la capacità di affrontare gli imprevisti sono caratteristiche molto ricercate. Per Isvetomir, 29 anni, che viene dalla Bulgaria ma lavora in Italia nel campo della ristorazione, l’importante, infine, è continuare a migliorare: «Cerco un lavoro stagionale, oppure una posizione fissa ma con possibilità concrete di crescita».
Hanno insomma le idee molto chiare i partecipanti al Tfp Summit: poca improvvisazione e molta consapevolezza delle proprie possibilità e anche dei propri limiti. Il modo migliore per affrontare la sfida del lavoro e per crescere e migliorare. Non resta, perciò, che sperare che anche le imprese prendano spunto da questo atteggiamento, sviluppando una nuova consapevolezza della propria forza: la sola che può spingere l’industria dei viaggi e dell’ospitalità ad assumere quel ruolo di traino dell’economia italiana, che da tante parti si sente dire che le spetta, ma che ancora non ha saputo prendere sulle proprie spalle.

L’evento in cifre
Circa 2.600 visitatori per 39 brand rappresentati e 12 eventi formativi. Sono i numeri ufficiali del Tfp Summit 2011: la terza edizione dell’evento Job in Tourism dedicato alle risorse umane del turismo mostra ulteriori incoraggianti segnali di crescita (erano 2.300 i presenti nel 2010), che ne consolidano la posizione di fiera di riferimento italiana per l’incontro di domanda e offerta di lavoro specializzata nel settore e per il confronto tra professionisti sul tema delle risorse umane nell’industria dei viaggi e dell’ospitalità. Per il secondo anno consecutivo al Palazzo dei Giureconsulti erano, in particolare, presenti anche i docenti delle scuole civiche del comune meneghino che, nell’ambito del progetto «Milano parla inglese», hanno certificato il livello di conoscenza della lingua inglese a coloro che hanno deciso di effettuare il test di valenza internazionale da loro predisposto.
Non solo. Durante la due giorni, gli appuntamenti formativi in calendario hanno trattato molti dei temi di maggiore attualità: si è così parlato, tra l’altro, di barman, in un interessante confronto tra tecniche flair e classiche, nonché delle migliori strategie per riconoscere, premiare e valorizzare il personale dal maggiore potenziale; ma anche di formazione, quale leva fondamentale per il miglioramento dei servizi in hotel, di gestione delle controversie in materia turistica e di revenue management. Da citare, infine, anche una tavola rotonda sulle più recenti evoluzioni dell’occupazione nel comparto, in termini sia quantitativi sia qualitativi.

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