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Un esperimento interessante

Di Massimiliano Sarti, 9 ottobre 2009

Buona la prima. Si è conclusa con risultati soddisfacenti la prima sperimentazione dei voucher lavoro a Milano: una particolare modalità di prestazione lavorativa occasionale di tipo accessorio, inizialmente introdotta con la legge 30 del 2003, il cui scopo è quello di prevenire l’adozione di forme di impiego irregolare, ma che nel capoluogo lombardo è stata utilizzata anche con l’obiettivo di favorire l’apertura estiva degli esercizi commerciali. «Un progetto importante per la nostra città», spiega l’assessore alle attività produttive, politiche del lavoro e dell’occupazione del comune di Milano, Giovanni Terzi. «L’idea è nata in concomitanza con un bando pensato per incentivare l’apertura delle piccole imprese artigianali e commerciali nel mese di agosto. Un’iniziativa, che prevedeva la concessione di piccole agevolazioni a chi, durante l’apertura, avesse realizzato lavori di manutenzione. In quest’ottica, e per attuare una politica di forte sostegno alla cultura della legalità in ambito lavorativo, il comune ha promosso durante il mese d’agosto un progetto sperimentale di utilizzo del lavoro occasionale di tipo accessorio (per ragazzi dai 16 ai 25 anni) proprio attraverso i cosiddetti voucher o buoni lavoro».
Domanda. Quante imprese hanno aderito al progetto?
Risposta. In tutto sono stati coinvolti 33 esercizi commerciali, nella quasi totalità appartenenti al comparto somministrazione di cibi e bevande. Gli assunti, tutti di età compresa tra i 16 e i 25 anni, sono stati in totale 44, di cui 22 ragazzi e 22 ragazze. I buoni prenotati, invece, sono stati complessivamente 3886. Il comune ha poi sostenuto l’iniziativa con un cofinanziamento pari al 90% del valore di ogni buono, il cui ammontare complessivo è stato di 38.860 euro.
D. Per lavorare nel comparto della somministrazione di cibi e bevande occorre, però, rispettare le disposizioni di legge che prevedono il possesso dell’attestazione Haccp. Il progetto voucher prevedeva qualche iniziativa a questo proposito?
R. Certamente: tutti i ragazzi coinvolti nella sperimentazione hanno frequentato percorsi formativi della durata di quattro ore presso la Scuola superiore del commercio del turismo dei servizi e delle professioni, proprio per l’ottenimento della certificazione necessaria.
D. Un esperimento, quello estivo, che intendete ripetere…
R. Direi proprio di sì, a cominciare dal prossimo periodo natalizio. L’idea potrebbe essere poi anche quella di estenderne l’utilizzo alla grande distribuzione, per aumentarne significativamente la diffusione.
D. E le imprese dell’ospitalità? Potrebbero essere coinvolte anche a loro nel progetto?
R. Certamente sì. Gli hotel potrebbero, per esempio, servirsi del lavoro accessorio per sostituire il personale in ferie.
D. A proposito di vacanze. Qual è il bilancio complessivo di Milano città aperta d’agosto, ossia del bando per incentivare l’apertura delle piccole imprese artigianali e commerciali?
R. Lascio parlare i numeri: quest’anno, in agosto, sono stati oltre 14 mila i negozi milanesi che non hanno chiuso E l’idea dei voucher ha sicuramente rappresentato un ulteriore incentivo all’apertura.
D. Quali sono, infine, i vostri programmi futuri per lo sviluppo e la difesa dell’occupazione in area milanese?
R. Intendiamo operare su diverse linee di intervento, partendo da un monitoraggio sistematico della realtà economica e sociale della città di Milano e del suo territorio, in collaborazione e sinergia con i livelli istituzionali di riferimento (regione e provincia). In particolare, abbiamo intenzione di dare il via a operazioni volte al superamento della frammentazione e della settorialità degli interventi in campo formativo, nella direzione di un sistema globale di politica del lavoro e dell’occupazione. Ma pensiamo anche a iniziative volte a promuovere la partecipazione attiva degli attori politico-istituzionali e socio-economici del territorio (amministrazioni pubbliche, parti sociali, associazioni, enti e strutture di erogazione dei servizi), quali fattori determinanti per la condivisione degli obiettivi e delle scelte cruciali in tema di sviluppo locale. Questo farà sì che ogni settore, quindi anche quello relativo all’industria dei viaggi e dell’ospitalità, possa trarre beneficio da azioni mirate e coordinate sul territorio.

Una modalità di pagamento per prestazioni svolte al di fuori dei normali contratti d’impiego

Dopo l’estensione, tramite una circolare Inps del 2008, dell’applicazione della formula del lavoro accessorio, introdotta con la legge 30 del 2003, anche i settori del commercio, del turismo e dei servizi, nonché i giovani di età inferiore ai 25 anni iscritti a un regolare ciclo di studi presso un’università o un istituto scolastico, possono ora utilizzare i cosiddetti voucher lavoro. È, quella del buono, una modalità di pagamento delle prestazioni di lavoro svolte al di fuori dei normali contratti d’impiego, in modo discontinuo e saltuario, volta a prevenire l’adozione di forme di lavoro irregolare, anche minorile e sommerso, e a sostenere e a sviluppare l’attività lavorativa femminile e giovanile, nonché di quei soggetti non ancora entrati nel mercato del lavoro. Il valore nominale di un voucher, in particolare, è comprensivo della contribuzione (pari al 13%) a favore della gestione separata Inps, di quella in favore dell’Inail per l’assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Inps), per la gestione del servizio, pari al 5%. Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, in favore del prestatore, è pari a 7,50 euro.

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