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Un corso di alta formazione sull’Incoming Italia: il progetto è di Astoi e Iulm insieme

Di Gorgio Bini, 19 gennaio 2007

Il primo consuntivo dell’anno appena concluso evidenzia per il turismo italiano una crescita interessante, di circa il 10% negli arrivi stranieri. Il dato, elaborato dal Wto Barometer, è incoraggiante e sembra avviare una fase di recupero dell’incoming italiano dopo anni di crisi e rallentamento. Nel ranking dell’Organizzazione mondiale del turismo, l’Italia è scivolata nel 2005, per arrivi turistici, addirittura al quinto posto dietro Francia (in vetta), seguita da Spagna, Usa e Cina, allontanandosi sempre più dalle posizioni verticistiche occupate in questa classifica negli anni ’70.
Il positivo cambiamento di tendenza in atto, avvalorato anche dai risultati diffusi recentemente dall’Enit, è significativo e merita un approfondimento in chiave progettuale e strategica.
«Nella sua declinazione turistica, il prodotto Italia rimane vincente per la sua dimensione artistico-culturale e per l’immenso e irripetibile patrimonio storico accessibile e fruibile nel nostro paese», dichiara Giuseppe Boscoscuro, presidente Astoi. «Si tratta di asset di straordinario appeal, capaci di fondare una proposta turistica di qualità, che l’Italia può e deve esprimere».
La competitività dell’imprenditoria turistica italiana, sia nei mercati consolidati sia in quelli emergenti, va incentivata e qualificata con strategia, innovazione e interventi mirati a supporto proprio dell’internazionalizzazione.
«Il turismo italiano genera oltre l’11% del nostro pil e il comparto ha le potenzialità per diventare un incredibile volano per l’economia del paese», aggiunge Boscoscuro. «Basti pensare che nel 37% dei casi alla scoperta e al contatto con il made in Italy segue un viaggio nel nostro paese. Il dato emerge da una recente ricerca elaborata da Ce&Co per Assolombarda e merita sicuramente una riflessione sulle tante, plurime declinazioni che l’offerta turistica italiana può proporre».
Non è dunque un caso che Astoi abbia deciso di dare vita al Consorzio incoming, per dare forma e concretezza alle tante opportunità che il turismo straniero in Italia può generare.
E non è casuale neppure l’impegno che, su questo fronte, l’associazione ha scelto di condividere con l’università Iulm per la progettazione del corso di alta formazione dedicato all’Incoming Italia, ai nastri di partenza nel prossimo aprile.
«È un corso post experience», spiega il numero uno di Astoi, «dedicato ai professionisti del settore sia pubblico sia privato, per rivitalizzare e valorizzare l’offerta turistica del prodotto Italia e delle sue diversificate territorialità. Il corso si svilupperà in cinque moduli, della durata di tre giorni, con una didattica attiva che si avvarrà dell’expertise di docenti Iulm e del contributo di noti studiosi internazionali, quali il professor Jean-Pierre Lozato Giotart della Sorbona, il professor Xavier Font della Leeds university e il professor Dimitrios Bouhalis della University of Surrey.
Il programma del corso di alta formazione Incoming Italia è disponibile all’indirizzo internet
http://www.iulm.it/default.aspx?idPage=2896.

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