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Un colloquio rimane pur sempre un colloquio

Tutti i segreti (o quasi) per conquistare i selezionatori. Ce li racconta la Southern Europe recruiting manager di Club Med, Helga Niola

Tutti i segreti (o quasi) per conquistare i selezionatori. Ce li racconta la Southern Europe recruiting manag

Di Marco Beaqua, 14 dicembre 2017

Squilla il telefono. La chiamata tanto agognata è finalmente arrivata. Il nostro cv ha fatto colpo e i selezionatori hanno intenzione di vederci di persona. Sta per giungere il momento decisivo: il confronto diretto, quello in cui ci si gioca gran parte delle chance di assunzione… È uno dei tanti scenari che si possono aprire a chi è in cerca di lavoro. Altre volte invece è una semplice mail a comunicare l’appuntamento per il colloquio. E altre volte ancora basta semplicemente venire al Tfp Summit: l’occasione perfetta per conoscere più da vicino molti tra i principali protagonisti del turismo a caccia di talenti italiani. Tanto più che il prossimo 1° febbraio al Milan Marriott ci sarà anche Club Med. Ma cosa fare nel momento decisivo? Come vestirsi? Cosa raccontare? Ce lo spiega nella seconda parte della sua intervista, la Southern Europe recruiting manager della compagnia transalpina, Helga Niola che, dopo averci suggerito sullo scorso numero di Job in Tourism come scrivere un curriculum efficace, ci svela ora tutti i segreti (o quasi) per conquistare i recruiter.

Domanda. Oggi gli ambienti di lavoro sono sempre più trasversali, mentre molte aziende, per catturare l’attenzione delle generazioni più giovani, cercano di veicolare un’immagine di sé quanto più possibile informale ed “easy”. Allo stesso tempo, ai candidati si richiede spesso di mostrare fin dai primi momenti il proprio lato creativo e pro-attivo. Il rischio, per contro, è quello di esagerare con l’originalità, risultando tanto strampalati da bruciarsi ogni possibilità di assunzione. Qual è quindi il confine tra un profilo interessante e uno eccessivamente estroso?
Risposta. Direi che esprimersi sinceramente è la prima regola. Mentire è inutile: il recruiter lo capisce dopo 2 secondi netti. D’altronde il selezionatore è lì proprio per quello: per comprendere veramente chi ha davanti a sé e valutare quanto il suo profilo sia adatto con la mission aziendale e con la posizione ricercata. Attenzione, però, a trascendere alcune basilari regole di comportamento: un colloquio rimane pur sempre un colloquio, per quanto possa essere svolto magari in un’azienda informale come la nostra. La professionalità, e le più basilari regole di educazione, rappresentano perciò in ogni occasione le fondamenta da cui non si può prescindere.
D. Quanto conta invece la fatidica “prima impressione”?
R. È sufficiente se dico che non esiste una seconda occasione per fare una prima buona impressione?
D. Direi che non si può essere più chiari di così. Quali allora i tre errori assolutamente da evitare per non rovinare l’impatto iniziale?
R. Arrivare in ritardo, essere vestiti e utilizzare un linguaggio non appropriato al contesto, e dimostrarsi impreparati sull’azienda. Per quanto riguarda l’abbigliamento, in particolare, l’ideale è uno stile sobrio, comodo ma non troppo, nonché adatto alla situazione e alla posizione per cui ci si candida. Anche presentarsi con una mise informale può andare bene. Basta non scadere mai nel trash. Perché un colloquio non è come andare a una serata con gli amici al pub o in discoteca.
D. Da dove partire, invece, nel raccontare se stessi?
R. Sicuramente dalle motivazioni alla base della propria candidatura, per poi passare alla presentazione delle proprie competenze.
D. Durante la fase di selezione vis-a-vis, un’altra variabile determinante è sicuramente rappresentata dal linguaggio del corpo: c’è modo di riuscire a controllare tutti quei piccoli movimenti involontari, che spesso accompagnano i momenti di tensione?
R. Onestamente certi piccoli gesti istintivi sono difficilmente gestibili anche da chi, come noi, fa questo mestiere da anni.
D. Come dimostrarsi allora sufficientemente a proprio agio e interessati alla posizione, senza sembrare al contempo troppo scomposti?
R. Direi che la cosa migliore è presentarsi con una stretta di mano decisa ma non stritolante, accompagnata sempre e comunque da un bel sorriso. Ma è importante anche fare domande coerenti, nonché dimostrarsi interessati e motivati, pur senza eccedere, nonché spiegare in maniera semplice e lineare i motivi per cui si è interessati all’azienda e quali vantaggi potrebbe apportare una propria eventuale assunzione.
D. Come mantenere però la giusta formalità senza al contempo apparire scostanti?
R. Adeguandosi all’interlocutore che ci trova davanti: non dando per esempio mai del tu se il recruiter non lo fa; non parlando sopra al selezionatore, ma rispondendo adeguatamente alle sue domande senza divagare troppo, rimanendo seduti in maniera composta e naturalmente mostrandosi gentili ed educati. Insomma, basta un po’ di sano buon senso. Con un’avvertenza in più: prima dell’incontro, è sempre bene controllare di avere il cellulare spento.
D. Quali le domande chiave che ci si può aspettare durante un colloquio di selezione in Club Med?
R. Noi siamo un po’ come gli chef: non sveliamo mai i segreti delle nostre ricette di selezione.
D. Qual è almeno il momento più opportuno per chiedere informazioni sullo stipendio e sulle opportunità di carriera offerte dalla compagnia?
R. Il salario lo comunichiamo pressoché subito. Il problema quindi in genere non si pone. In ogni caso qualsiasi domanda è lecita, se posta con garbo e al punto giusto.
D. Dopo aver incontrato il selezionatore è opportuno cercare un contatto con richiesta di feedback?
R. Trascorsa una settimana dal colloquio direi che è lecito: via mail e con i dovuti modi.
D. Tornando infine alle opportunità di carriera: Cefalù è certamente una tappa importantissima del vostro sviluppo europeo. Ma i piani Club Med non si fermano certo alla sola Sicilia. Dopo l’inaugurazione del primo 5 tridenti del Vecchio continente, quali sono le vostre prossime aperture?
R. A giugno 2019 sarà la volta di Marbella, in Spagna. Per l’estate del 2020 è invece già in calendario l’inaugurazione di un secondo resort in Portogallo, mentre per l’inverno successivo ci aspettano un’altra struttura di montagna in Italia e due ulteriori grandi progetti, di cui ancora non possiamo dire nulla. Quello che invece posso già dire è che abbiamo in essere un progetto a Venezia. Ma per i particolari bisogna attendere ancora un po’…

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