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Un apribottiglie per stappare il cervello

Di Dennis Zambon, 1 giugno 2017

Il tappo a corona è stato inventato nel 1892 da tale William Painter. Immaginiamo che, contemporaneamente, abbia inventato anche il relativo apribottiglie.
Non abbiamo notizia circa l’introduzione del primo frigobar (e quindi del primo apribottiglie) negli alberghi. Probabilmente sarà stato Hilton, visto che i primi televisori li hanno messi loro nel 1947, come pure l’aria condizionata nel 1955. Potremmo ipotizzare quindi che anche il frigobar e l’apribottiglie siano apparsi nelle camere in quell’arco temporale: cioè, oltre 70 anni orsono.
Da allora, di apribottiglie ne abbiamo visti di tutte le fogge: con catenella, legati con lo spago, avvitati al bordo del minibar… Pare che gli ospiti impazzissero se non riuscivano a portarsene uno a casa. E quindi, a mali estremi, estremi rimedi.
Proprio in un Hilton, negli anni 2000; la riunione durava ormai da un pezzo: dovevamo riordinare gli apribottiglie e la questione era che con il logo sarebbero stati molto carini ma più costosi e più “desiderabili”. Viceversa, senza logo, brutti e poco costosi, quindi non appetibili.
Le due fazioni erano capitanate dal direttore business development (sì logo) e dal direttore amministrativo (no logo). Decisione di grande impatto: 320 camere, 320 frigobar, 320 apribottiglie più ampia scorta.
Non trovando un accordo, dopo ore di litigi dovevo dire la mia parola finale. Me ne andai in una camera, aprii il frigobar e trovai una bottiglietta (unica!) con tappo a corona: la Schweppes. Comunicai al team la mia decisione: «Ordineremo la Schweppes in lattina, aboliremo l’apribottiglie e parteciperemo alle future riunioni con il cervello già stappato».

Dennis Zambon è Responsabile Jit Hospitality: la divisione consulenza di Job in Tourism

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