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Un approccio inedito

Di Massimiliano Sarti, 6 novembre 2009

Dare nuovo impulso e vitalità all’associazionismo. È questo il principale obiettivo di Luciano Manunta, recentemente riconfermato presidente nazionale Aira per il triennio 2010-2012, insieme al segretario generale Mimmo Minichino. «Nei tre anni del mio primo mandato, che scadranno a marzo dell’anno prossimo», racconta lo stesso Manunta, «mi sono impegnato moltissimo, cercando di replicare a livello nazionale ciò che ero riuscito a fare quando ero responsabile regionale. Ma mi sono scontrato con un ostacolo difficile da superare: il crescente disinteresse verso la vita associativa».
È questo un fenomeno relativamente recente, che peraltro non riguarda solo l’Aira ma, a vario titolo e con modalità differenti, anche altre associazioni di categoria. Per capirne la portata basti pensare che i soci Solidus (l’unione che raggruppa tutte le associazioni appartenenti al mondo dell’hôtellerie) sono appena 60 mila, mentre i lavoratori del settore sono oltre 2 milioni. «I motivi di tale disaffezione sono molteplici e hanno radici lontane. Alla base di tutto, però», prosegue Manunta, «c’è l’evoluzione dell’approccio alla professione: oggi molte nuove leve decidono di intraprendere una carriera nell’ospitalità non tanto per scelta quanto per necessità. E questo perché molte figure, una volta appetibili, hanno ormai perso di interesse: oggi paghiamo quello che non è stato fatto a suo tempo, con contratti spesso di livello inferiore alle responsabilità e ai requisiti richiesti dal ruolo ricoperto. Fino a pochi anni fa, infatti, in molte posizioni lo stipendio aveva una rilevanza relativa: si contava soprattutto su pratiche poco ortodosse, che spesso incidevano negativamente sul livello del servizio, ma che erano in grado di integrare in maniera consistente il reddito personale. Brutte abitudini che ora, per fortuna, stanno progressivamente scomparendo, ma che non hanno permesso una crescita delle remunerazioni proporzionali ai livelli di professionalità richiesti. E anche le mance, ormai, stanno passando di moda. È perciò normale che chi sceglie una professione come opzione residuale non sia più di tanto interessato a partecipare alla vita associativa».
Anche tra gli stessi soci, inoltre, il tempo a disposizione sta diminuendo sempre più. «Quasi tutti gli hotel, ormai, sono sotto-staffati ed è spesso difficile trovare anche solo dieci minuti da dedicare alla propria associazione. Ma non è solo questo: ho conosciuto, infatti, tanti colleghi che desidererebbero essere coinvolti nelle attività aggregative, ma che non si sentono rappresentati da nessuna delle associazioni attualmente esistenti, perché eccessivamente frammentate e concentrate sul proprio singolo reparto alberghiero di riferimento». Da qui nasce la convinzione del presidente Aira della necessità di una nuova federazione, capace di coinvolgere il maggior numero possibile di lavoratori del settore, senza alcuna distinzione di ruolo e di funzione. «Di comune accordo con il direttivo nazionale, quando mi sono ricandidato ho detto chiaramente che la nostra intenzione sarebbe stata quella di rivoluzionare il mondo dell’associazionismo. Eravamo e siamo, infatti, convinti che questa sia l’unica strada percorribile per ridargli uno slancio duraturo».
È, quello della nuova federazione, un argomento di cui abbiamo già parlato tre numeri fa con Mimmo Minichino, ma Manunta è oggi in grado di aggiungere qualche particolare in più sul progetto: «La nuova entità associativa non vuole sostituirsi alle organizzazioni già esistenti, ma affiancarsi a esse, andandone a colmare il vuoto di rappresentatività. Personalmente vedrei bene una progressiva trasformazione di Solidus, che ha già avuto il grande merito di far sedere attorno a un tavolo comune parti che normalmente non si parlavano tra loro, in un’associazione ancora più strutturata e allargata. Essenziale è però soprattutto che la nuova entità associativa rispetti i quattro pilastri sui cui ritengo debba basarsi la sua fondazione: la diffusione di un’etica del lavoro in grado di garantire l’assoluta qualità del servizio e la tutela del turista, la promozione di attività formative volte alla valorizzazione della nostra professionalità, l’organizzazione di una forza di potere contrattuale capace di interagire in modo propositivo con le istituzioni e, infine, la messa in opera di azioni di natura sindacale in difesa di tutti i lavoratori del settore».
Grazie proprio alla preziosa collaborazione con Solidus, si sono già svolti incontri multilaterali con i rappresentanti di tutte le associazioni a Milano e a Roma. Presto se ne terrà un altro a Venezia. «Tutti si sono mostrati molto interessati», conclude Manunta, «e si sono impegnati a parlarne con i propri soci. Presto ne capiremo qualcosa di più, ma ci tengo a precisare che il futuro della nuova federazione dipenderà moltissimo anche dal successo che incontrerà tra i singoli lavoratori. E a tal proposito lanceremo presto un sondaggio on-line per tastare il terreno: dai risultati che otterremo dipenderanno molte delle decisioni future. Io, però, sono molto fiducioso».

Proseguono i cicli formativi

Non solo il progetto federazione. Luciano Manunta intende continuare sulla strada percorsa fino a oggi, proseguendo nello sforzo organizzativo di corsi e stage formativi volti al miglioramento della professionalità dell’operatore alberghiero. «Anzi, per rendere le cose ancora più semplici ai direttivi delle varie articolazioni regionali Aira, intendo accentrare ulteriormente la pianificazione degli appuntamenti formativi a livello centrale-nazionale. In questo modo, replicare gli eventi in ambito locale risulterà ancora più semplice e immediato». Prossimo appuntamento con i corsi Aira in calendario sarà, in particolare, il seminario dal titolo «Il primo soccorso (nozioni generali di comportamento)», in programma a Milano, presso l’Atahotel Executive, mercoledì 11 novembre alle ore 17.30. A cura del comitato locale di Lodi della Croce rossa italiana, il programma prevede la presentazione dei nuovi protocolli di intervento, con le relative prove pratiche di rianimazione cardio-polmonare su manichini.

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