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Un anno difficile per Millennium & Copthorne

Di Job in Tourism, 16 novembre 2018

«Il settore dell’ospitalità sta attraversando un momento difficile, dovuto a una serie di fattori, compresa la crescita significativa dell’offerta, la concorrenza dei disruptor digitali, il consolidamento generale del mercato e l’incremento del costo del lavoro in molte destinazioni chiave».

È un vero e proprio campanello di allarme quello lanciato dal presidente di Millennium & Copthorne Hotels, Kwek Leng Beng, durante la presentazione dei risultati della compagnia quotata alla Borsa di Londra per i primi nove mesi dell’anno. E in effetti i numeri segnalano una chiara tendenza negativa: tra gennaio e settembre, il gruppo ha visto i propri profitti ante-tasse scendere dagli oltre 135 milioni di euro del 2017 ai circa 113,41 milioni dell’anno in corso.

Nel medesimo periodo i ricavi medi per camera disponibile (revpar) sono inoltre diminuiti del 3,8%, attestandosi attorno a quota 90,8 euro. Che Millennium & Copthorne Hotels stia attraversando un momento non felicissimo, lo dimostrerebbero anche le improvvise dimissioni del ceo Jennifer Fox, che lo scorso settembre se n’è andata dopo appena 90 giorni dall’assunzione dell’incarico, seguita presto da altri due manager non esecutivi della compagnia. A inizio anno, inoltre, la City Development Limited, società del presidente Kwek, già azionista di maggioranza della compagnia, aveva cercato senza successo di assumere il pieno controllo di Millennium & Copthorne. Un tentativo respinto dall’opposizione dei piccoli azionisti.

Il gruppo gestisce a oggi 137 hotel in Asia, Medio Oriente, Nuova Zelanda, Stati Uniti ed Europa, compreso il capitolino Grand Hotel Palace Rome.

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