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Un altro modo di fare turismo

Di Mati Pignatelli, 6 giugno 2008

Il mondo del turismo è sempre più oggetto di indagini socio-culturali atte ad approfondire, oltre ai numeri, anche le nuove modalità di viaggio frutto delle esperienze e degli interessi dei viaggiatori, nonché delle loro interazioni con l’ambiente visitato.
Nella vasta congerie di risultati così disponibili, c’è però un dato che appare comune a tutti gli studi: il viaggio, sia esso puro momento di piacere e svago o sia esso teso alla scoperta di nuove culture attraverso itinerari fra popoli, luoghi e ambienti naturali, è sempre di più un bisogno irrinunciabile. Il viaggio, insomma, può oggi essere considerato dai cittadini del terzo millennio come un vero e proprio bene primario.
Un campo ancora poco esplorato dai tour operator è, però, proprio quello legato all’offerta culturale. Ancora più rari sono poi i casi di quegli operatori che hanno imboccato tale strada già dalla loro nascita. Fra questi c’è sicuramente Kel 12, che fin dall’inizio decise di impostare il proprio business organizzando e proponendo al viaggiatore qualcosa di diverso, nuovo e forse, per i tempi, bizzarro, ma capace da subito di riscuotere un grande successo.
Così, per promuovere i propri prodotti e diffondere la conoscenza di destinazioni insolite, da circa 20 anni Kel 12 utilizza una strategia comunicativa particolare: organizza serate a tema nelle maggiori città italiane. Si tratta di incontri aperti al pubblico, ma fortemente indirizzati a chi sposa una filosofia della scoperta all’insegna dalla sostenibilità e dei viaggi culturali. «Allargare i confini, spaziando tra i temi cari ai viaggiatori attenti ai temi dell’ambiente: difesa dello stesso, salvaguardia delle culture e delle tradizioni. In una parola, sostenibilità. Sono questi gli scopi perseguiti dal nostro tour operator», spiega Alberto Addis, co-amministratore insieme al fratello Piergianni, nonché direttore della comunicazione di Kel 12.
Ad arricchire ogni serata, poi, c’è sempre la presenza di un esperto, che tuttavia non è mai un vip strategicamente invitato per raccogliere e attirare le folle, ma un elemento dello staff Kel 12: una di quelle persone, insomma, che accompagnano periodicamente i turisti alla scoperta di itinerari fuori dal comune, offrendo loro tutta la propria competenza in materia.
Alle serate targate Kel 12 che esplorano, attraverso filmati e racconti, luoghi remoti come quelli dell’Africa più selvaggia o di angoli d’Oriente dai contorni leggendari, partecipano archeologi, antropologi e profondi conoscitori delle destinazioni tema degli incontri.
La filosofia dell’azienda, veicolata anche attraverso queste iniziative, sembra insomma sposare perfettamente quella ricerca della profondità che un prodotto di questo genere pretende. I pacchetti di viaggio Kel 12 gettano, infatti, uno sguardo assolutamente originale sul viaggio, traducendosi poi in esperienze uniche, che iniziano già dall’incontro con lo staff di esperti presenti alle serate-incontro, pensate proprio per incuriosire, stimolare la fantasia e fare cultura.

Un documento per diffondere la consapevolezza ambientale

«La Carta etica del viaggio e del viaggiatore, da noi edita nel 2006, non nasce dalla voglia di pubblicare un opuscoletto in più da regalare a chi parte, ma è frutto di esperienze, di suggerimenti, di scelte a volte difficili, di coerenza, di formazione, di capacità di imporre ai propri viaggiatori regole, ma soprattutto di far loro accettare un modo di sentire e agire». A parlare in questo modo è Alberto Addis, che racconta dell’iniziativa promossa da Kel 12 per coinvolgere i propri viaggiatori nell’impegno a favore di un comportamento responsabile. La Carta etica del viaggio e del viaggiatore è così uno spicciolo abc delle attività e delle modalità del viaggiare condivise dall’operatore, che si propone di catturare l’attenzione sia del turista che approccia per la prima volta quel particolare modo di fare vacanza sia del viaggiatore già informato sui temi della sostenibilità.
L’impegno di Kel 12 non finisce però qui, ma continua e si allarga anche in campo associazionistico grazie, in particolare, alla recente riconferma della nomina di Piergianni Addis a responsabile del gruppo di lavoro dedicato alla sostenibilità all’interno di Astoi (Associazione tour operator italiani).

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