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Un albergo diffuso a misura di metropoli

Di Marco Beaqua, 23 aprile 2010

Un citofono dal design contemporaneo; serramenti color antracite con porta blindata; un testo continuo, generato da vetrofanie adesive che si rincorrono da una vetrina all’altra; un monitor da 32 pollici con immagini promozionali; tende oscuranti, unica barriera sensibile tra interno ed esterno; una luce che illumina lo spazio antistante la camera, costantemente controllato da videocamere e allietato dalla presenza di palme alte 4 metri. Si presentano in questo modo al passante occasionale le prime quattro suite del progetto town@house street, appena inaugurate a Milano: una serie di permanent hospitality space, ideati e realizzati dal proprietario del gruppo Town House, Alessandro Rosso, che richiamano le forme dell’albergo diffuso, declinate però sulle esigenze delle grandi città.
Il concept è semplice, «lapalissiano», come lo definisce lo stesso Rosso: si prende un negozio sfitto di almeno 30 metri quadrati, con vetrine affacciate sulla strada, lo si ristruttura e lo si fa diventare una suite di un hotel diffuso a misura metropolitana. I servizi sono garantiti da un call center centrale che fa da reception e conciergerie, mentre la pulizia delle camere è affidata a una serie di società in outsourcing. «Per quanto riguarda l’offerta ristorativa, invece, le opportunità sono molteplici», aggiunge Rosso. «I nostri ospiti possono prima di tutto servirsi della cucina presente in ogni suite, oppure beneficiare delle convenzioni che intendiamo sviluppare con ristoranti e bar della zona in cui sorgono i nostri permanent hospitality space: un’occasione, quest’ultima, per entrare in contatto diretto con la città».
A tutto ciò si aggiunge la possibilità di godere dei servizi di un maggiordomo personalizzato. «Persone di fiducia su cui contare per l’intera durata del proprio soggiorno, oppure preziosi collaboratori per servizi ad hoc, con funzioni, per esempio, di personal shopper», specifica Elisa Dal Bosco, head of pr & communication Town House, nonché vicepresidente dell’Associazione italiana maggiordomi. Il progetto per ora interessa solo la città di Milano, ma ha l’ambizione di estendersi anche nel resto d’Italia e all’estero. «Non abbiamo fretta: vogliamo prima vedere come vanno questi primi esperimenti», riprende Rosso. «Abbiamo però già ricevuto moltissime richieste, alcune persino da catene di negozi spagnoli e britannici interessate alla nostra formula. Il concept si rivolge, infatti, al crescente numero di proprietari di negozi cittadini che, anche a seguito della recente crisi, si trovano con i locali sfitti e senza prospettive concrete di locazioni future. La nostra proposta, in particolare, consente loro di mettere a reddito ambienti altrimenti destinati a rimanere vuoti. Ma, soprattutto, le formule di partnership che offriamo sono diverse e capaci di tenere conto delle singole esigenze di ciascun proprietario».

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