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Un affettuoso saluto a Franco Arabia

Recentemente è venuto a mancare Franco Arabia, esponente di spicco dell’Associazione direttori d’albergo, di cui è stato al timone per molti anni: un personaggio che ha segnato profondamente la storia dell’Ada, talvolta sollevando anche qualche perplessità. Qui, un ricordo affettuoso da parte del collega e amico, Claudio Nobbio.

Recentemente è venuto a mancare Franco Arabia, esponente di spicco dell’Associazione direttori d’albergo

Di Claudio Nobbio, 25 ottobre 2018

È morto un immortale: è stato il primo pensiero quando mi è stata data notizia della dipartita dell’amico fraterno, collega Franco Arabia.

Mi sembrano cento anni della nostra appartenenza all’Ada, con ruoli di volta in volta diversi, ma sempre con impegno e amore. Il suo nome era diventato mitico e alternativo al nome dell’associazione, tanto da considerarlo quasi immortale. Come gli dei che abitavano in quelle magnifiche isole del Sud. Sempre presente nei convegni, nelle iniziative, nelle performance… come le chiamava l’artista Marina Abramovic nella mostra di Palazzo Strozzi a Firenze.

Professione? Ada si poteva scrivere sulla carta di identità: collaborazione, a volte polemiche, ma sempre con quello spirito fraterno costruttivo che le caratterizzava. Ora, pure nello struggente ricordo, il telefono è muto: alla chiamata non c’è più la rassicurante risposta.

Questo per dire che l’immortalità non esiste: restano dei nomi, delle parole scritte o volatilizzate. C’era un impegno a scrivere il suo nome a futura memoria, forse nella consapevolezza della fragilità del corpo.

All’ombra dei cipressi e delle urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro? Fino a quando il ricordo delle mille iniziative rimarrà l’unica immortalità concessa all’uomo, vivrà. Cosa c’è di là? Ora lo scoprirai senza poterlo raccontare.

Bon voyage verrebbe da dire, amico di professione Ada.

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